Notizie

Fortezza di Bardi

MOSTRE D'ARTE IN CORSO NEL CIRCUITO CASTELLI DEL DUCATO

Fino al 31 dicembre 2021

Palazzo Farnese - Piacenza
MOSTRA TESORI DANTESCHI A PIACENZA: il Landiano 190, frammenti, incunaboli e cinquecentine
Dal 23 ottobre 2021 al 31 gennaio 2022
promossa dal Comune di Piacenza, realizzata dalla biblioteca comunale Passerini - Landi, in collaborazione con i Musei civici di Palazzo Farnese, si inserisce all’interno dell’iniziativa Dante e la Divina Commedia in Emilia-Romagna, un percorso espositivo diffuso promosso dal Servizio Patrimonio Culturale della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con la Società Dantesca Italiana, in occasione del settimo centenario della morte di Dante (1321-2021).
La mostra sarà aperta al pubblico dal 23 ottobre al 31 gennaio, presso Palazzo Farnese. L’iniziativa si snoda lungo le città dell’Emilia-Romagna, in un filo rosso che accomuna tutti gli eventi: lo studio della tradizione e la conservazione delle testimonianze e dei contesti danteschi dal Trecento fino all’Umanesimo. La biblioteca Passerini-Landi partecipa all’iniziativa con l’obiettivo di valorizzare il suo ragguardevole patrimonio dantesco. Per il valore riconosciuto all’iniziativa l’esposizione piacentina ha ottenuto il patrocinio e il contributo del Comitato Nazionale delle Celebrazioni Dantesche. Fulcro dell’esposizione è il Codice Landiano 190 (1336), già considerato l’antiquissimus, cioè il manoscritto più antico di data certa della Commedia di Dante. Di questo manoscritto, al quale è dedicata una suggestiva sala, sono illustrate le vicende e le specificità che ne fanno un pezzo documentario di grande valore. La sua fama gli deriva dalla data 1336 che il copista annota diligentemente in fine insieme con il proprio nome, Antonio da Fermo, e con il nome del committente, Beccario Beccaria, all’epoca podestà di Genova. L’assetto della mostra prevede anche l’esposizione, nella sala centrale dello spazio mostre, di edizioni del Quattro e del Cinquecento conservate presso la biblioteca. Grazie a questi incunaboli e cinquecentine è possibile ripercorrere approfonditamente le fasi della diffusione della Commedia. Sono presentati anche frammenti manoscritti che tramandano brevi brani della Commedia, talora accompagnati da commenti, recuperati dalla legatura di altri volumi o dalla coperta di documenti d’archivio.
L’esposizione prevede anche un percorso, più prettamente didattico e iconografico, che offre al visitatore spunti relativi alla storia di Dante e della Commedia e al suo influsso nella tradizione letteraria, artistica, nella pubblicità e nella cinematografia (Dante e i grandi dell’arte, Dante tra cinema e pubblicità, Il pauroso Inferno del Dorè, Dante di profilo, Modi e Moda del poeta, Il cielo in una stanza, Cartoline da Dante, Dante a strisce). Sono presenti anche opere attuali di ispirazione dantesca realizzate da artisti piacentini: i copricapi di Poesie Sposa e il Dante alla finestra di William Xerra. Saranno inoltre visibili all’interno del percorso della mostra alcuni video: La diritta via, interpretata da Paolo Cevoli (Apt Servizi Emilia Romagna – Charlotte Production); Dante in Emilia Romagna (Regione Emilia Romagna – Wildlab); Gianni Schicchi and Dante’s precious manuscript (Opera Streaming, Fondazione Teatri di Piacenza). Inoltre il significato del materiale esposto sarà sottolineato negli interventi video di Sandro Bertelli, Paolo Trovato e Paolo Tinti. Curatore del progetto scientifico è Massimo Baucia; le ricerche relative al percorso iconografico sono state svolte da Daniela Morsia, mentre il coordinamento generale è affidato a Graziano Villaggi e Daniela Morsia. L’esposizione, allestita presso lo spazio mostre di Palazzo Farnese, sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Sono previste visite guidate ed eventi collaterali tematici dedicati alla mostra. Alla luce delle normative attualmente in vigore, occorrerà mostrare il Green Pass e resterà l’obbligo di indossare la mascherina in modo appropriato.
info@castellidelducato.it

Rocca Sanvitale di Sala Baganza (PR)
DAN HALIGHER: L'INFERNO DI DANTE COME NON LO AVETE MAI VISTO

L’illustratore Gerardo Lunatici ha trasformato la cantica della Divina Commedia in una graphic novel, in mostra alla Rocca di Sala Baganza.
Sabato 9 ottobre ore 17 inaugurazione
Rocca Sanvitale di Sala Baganza (PR)
Mostra in corso al 9 ottobre al 30 ottobre 2021.
Dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18
Dal 9 al 30 ottobre alla Rocca Sanvitale di Sala Baganza arriva Dan Haligher, ovvero l’Inferno di Dante a fumetti come non lo avete mai visto. A 700 anni dalla morte del padre della letteratura italiana, la prima e più coinvolgente cantica della Divina Commedia torna a nuova vita attraverso il genio di Gerardo “Gerri” Lunatici, illustratore toscano di nascita, ma parmense d’adozione, autore di numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
Il Dante di Lunatici è un contemporaneo storyteller e il suo poema una serie televisiva. Dan Haligher, il protagonista, è un avvocato di 35 anni che vive a Florence city, una metropoli moderna, fatta di grattacieli e periferie, abitata da un’umanità dolente e smarrita. Dan sta passando un brutto momento e soffre di depressione per la scomparsa della sua fidanzata, Beatrix Portman (Beatrice Portinari).
“Dan Haligher” rivisita e trasforma il capolavoro dantesco in una graphic novel, nata dalla fusione di tre grandi passioni di Lunatici: la prima, la più antica, è quella per il disegno; la seconda, dell’adolescenza, è quella per il Sommo Poeta e la sua Divina Commedia, conosciuta sui banchi del liceo e all’università, che il fumettista ha poi insegnato in qualità di docente di italiano e storia; la terza, la più recente, è quella per le serie televisive.
Sempre a proposito di Dante, il 23 ottobre alle 17 nella sala Convegni della Rocca Sanvitale, il professor Nicola Catelli, italianista dell’Università di Parma, terrà una lezione, a ingresso gratuito, intitolata "Imagini, chi bene intender cupe - La Commedia visualizzata”. Per visitare la mostra e partecipare alla lezione sarà necessario essere muniti di Green pass. Per ulteriori informazioni si può contattare lo IAT dell’Unione Pedemontana Parmense telefonando al numero 0521 331342, oppure inviando una email all’indirizzo iat@unionepedemontana.pr.it
La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo
Costo della manifestazione: gratuito per l’inaugurazione.
Biglietto intero 4 €, ridotto 3€  (dai 13 ai 18 anni, over 60 possessori del Passaporto dei Castelli), gratuito fino a 6 anni, per i Salesi e per le persone disabili.
Evento organizzato dal Comune di  Sala Baganza in collaborazione con il Teatro Regio di Parma
Info: info@castellidelducato.it

Castello di San Pietro in Cerro (PC)
COMES AS YOU ARE
Sabato 9 ottobre dalle ore 17 e domenica 10 ottobre
Mostra personale di Alessandra Chiappini in cui gli antichi spazi del castello dialogano con la pittura contemporanea.
Info info@castellidelducato.it

Castello di Roccabianca (PR)
I MONDI DI REMO GAIBAZZI
Le tradizioni dell’umorismo europeo nel cuore di Parma
Fino a domenica 12 dicembre
sabato e domenica, 10-12 e 15-18
Da novembre a dicembre: sabato e domenica 10-12 e 14:30-17:30
In occasione di Parma Capitale della Cultura 2020-21, il Castello di Roccabianca attraverso l’Associazione Castello Eventi e il Comune di Roccabianca organizzano due eventi espositivi che vedono protagonisti Giovannino Guareschi e Remo Gaibazzi, due pietre miliari dell’arte e della cultura italiana. Entrambi sono nati nella Bassa emiliana, tutti e due nel Comune di Roccabianca. Guareschi nasce a Fontanelle il primo maggio nel 1908 e muove a Cervia il 22 luglio del 1968, Remo Gaibazzi a Stagno, oltre l’argine, dentro la golena il 29 dicembre 1915 e muore a Parma il 25 luglio del 1994. La terra d’origine non è il solo elemento che li accomuna, entrambi affondano le radici nella tradizione europea del giornalismo satirico e umoristico per poi intraprendere due percorsi artistici diversi. Le mostre sono entrambe curate da Giorgio Casamatti e Guido Conti, e vengono ospitate nelle sale del Castello di Roccabianca, in parte in uno spazio assolutamente inedito al pubblico.
La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.
Ingresso gratuito.
Info: info@castellidelducato.it

Castello di Roccabianca (PR)
GIOVANNINO GUARESCHI
L’uomo coi baffi, dal Mondo piccolo di Roccabianca al successo internazionale
Fino a domenica 12 dicembre
Da settembre ad ottobre (incluso): sabato e domenica10-12 e 15-18
Da novembre a dicembre: sabato e domenica 10-12 e 14:30-17:30
In occasione di Parma Capitale della Cultura 2020-21, il Castello di Roccabianca attraverso l’Associazione Castello Eventi e il Comune di Roccabianca organizzano due eventi espositivi che vedono protagonisti Giovannino Guareschi e Remo Gaibazzi, due pietre miliari dell’arte e della cultura italiana. Entrambi sono nati nella Bassa emiliana, tutti e due nel Comune di Roccabianca. Guareschi nasce a Fontanelle il primo maggio nel 1908 e muove a Cervia il 22 luglio del 1968, Remo Gaibazzi a Stagno, oltre l’argine, dentro la golena il 29 dicembre 1915 e muore a Parma il 25 luglio del 1994. La terra d’origine non è il solo elemento che li accomuna, entrambi affondano le radici nella tradizione europea del giornalismo satirico e umoristico per poi intraprendere due percorsi artistici diversi. Le mostre sono entrambe curate da Giorgio Casamatti e Guido Conti, e vengono ospitate nelle sale del Castello di Roccabianca, in parte in uno spazio assolutamente inedito al pubblico.
La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.
Ingresso gratuito
Info: info@castellidelducato.it

Rocca dei Rossi di San Secondo (PR)
ASA NISI MASA
Mostra di arte contemporanea a cura di Quadrilegio
Fino a mercoledì 8 dicembre
Apertura mostra con visita guidata alla Rocca dei Rossi nei giorni di sabato, domenica e festivi ai seguenti orari: 10-11-12-13-14-15-16-17-18
Il vero senso dell’arte si trova nella magia.
Lo sapeva bene Federico Fellini quando si faceva sussurrare queste parole al suo io bambino. È quindi un percorso magico che intraprendono gli artisti nella loro incessante ricerca, tesa a trovare un’immagine somigliante alla loro anima.
La Rocca di San Secondo, con il suo susseguirsi labirintico di stanze, ospita l’incontro di tre artisti, diversi fra loro, ma legati dalla parola magica Asa Nisi Masa che li accomuna nell’espressione di intenti.
Andrea Vettori, immerso nell’iperalismo totale della natura, che poi popola di personaggi e animali tratti da quadri antichi, in un eterno ripetersi di situazioni e personaggi come nel racconto di A. Bloy Casares “L’invenzione di Morel” dove il tempo si ricrea continuamente in un eterno meraviglioso mondo tanto reale quanto fantastico.
Oscar Accorsi, che dispiega con la frantumazione di solidi virtuali modulazioni spaziali, forme magiche che si ripetono trasformandosi, e dove il vuoto disegna lo spazio.
Marina Burani, coi suoi silenziosi grigi, le architetture speculari in uno spazio privo di tempo, che ancora di più è allusivo all’eternità, rimanda ai più grandi intellettuali del Quattrocento dove la rivelazione dell’armonia, dell’unità del tutto, della luce pura, non conoscerà mai il tramonto.
Ingresso con pagamento del biglietto di visita alla Rocca ridotto (5 €)
Info: info@castellidelducato.it

Castello di San Pietro in Cerro (PC)
mim MUSEUM IN MOTION e CINA MILLENARIA - GUERRIERI Di XI'AN 
Fino a inizio novembre
Il Castello di San Pietro è una mirabile struttura quattrocentesca interamente visitabile. Ospita nei suggestivi ambienti del sottotetto il mim, Museum in Motion, collezione di oltre millecinquecento opere di maestri contemporanei, italiani e stranieri, esposta a rotazione. Nei sotterranei è possibile ammirare la mostra Cina Millenaria -i Guerrieri di Xi'an.
Info: info@castellidelducato.it

Castell'Arquato (PC)
MOSTRA BRUNO CASSINARI
Forma struttura colore - Dipinti e disegni dal 1936 al 1962
Fino al 31 ottobre
Castell’Arquato, Palazzo del Podestà
La mostra a Palazzo ospiterà circa 20 opere del periodo storico ‘40 – ‘50, tra olii, disegni e una scultura, tutti pubblicati in catalogo. Curatore della mostra e del catalogo è Ivo Iori, in collaborazione con Giovanna Cassinari, figlia del Maestro. Responsabile organizzativa della mostra è Sandra Bozzarelli. La mostra di Castell’Arquato si aggiunge all’unica esposizione che il Comune di Piacenza ha dedicato al Maestro, nel 1983 a Palazzo Farnese.
Orari: venerdì 14.30 – 18.00; sabato e domenica 10.00 – 12.30 /14.30 – 18.00; lunedì 10.00 – 12-30/14.30 – 18.00
Inaugurazione: sabato 25 settembre ore 10,30.
Bruno Cassinari (1912-1992), pittore e scultore piacentino, è stato uno dei più importanti artisti italiani del secondo dopoguerra, i suoi lavori sono caratterizzati da deformazioni formali di ascendenza espressionista con riflessioni sulla strutturazione Cubista. Cassinari si trasferì a Milano nel 1929, dove fu intensamente attivo fin dai tempi dell’adesione al gruppo di “Corrente”. Frequentò dal 1934 al 1938 l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diplomò sotto la guida di Aldo Carpi. Si formò non solo a Milano ma anche sulla costa francese, in particolare ad Antibes, dove tra il 1949 e il 1953 conobbe direttamente Picasso, da cui fu chiamato a esporre al Musée d’Antibes nell’estate del 1950, e Georges Braque, Marc Chagall, Matisse, Paul Eluard, Jean Cocteau. Soprattutto, il soggiorno mediterraneo rappresentò l’incontro della sua pittura con il respiro e il colore del mare, segnando una fase di speciale energia creativa. Nel 1962, Cassinari riaprì il suo studio in compagnia di Ernesto Treccani a Gropparello, terra nativa. Da quel momento ricomparve nel suo lavoro l’ambiente rurale già indagato negli anni Quaranta, fattosi ora mosso e acceso in senso drammatico. Ogni luogo reinterpretato attraverso la forza del colore riscosse attenzione successo dalla critica – memorabili le parole di Elio Vittorini nel 1941 – e riconoscimenti istituzionali all’estero: già negli anni Cinquanta, il lavoro di Cassinari ricevette il Gran Premio della Cultura Italiana alla XXVI Biennale di Venezia (1952) ed era noto anche alla scena artistica internazionale. Comparve in mostre di rilievo negli Stati Uniti (1952, 1957), in Australia (1956) e in America Latina (1957). Fu un ritrattista mondano, celebri i dipinti di Gina Lollobrigida (1955) e di Carla Fracci (1958), e al tempo stesso pittore del sacro: sue le vetrate nella basilica di San Domenico a Siena (1982). Morì a Milano nel 1992, nello studio che recava ovunque tracce del suo temperamento artistico.
Informazioni: info@castellidelducato.it

Reggia di Colorno (PR)
MOSTRA FERDINANDO SCIANNA
Fino all’8 dicembre, il Piano Nobile della Reggia di Colorno, nel parmense, accoglie Leonardo Sciascia e Jorge Luis Borges, ciascuno raccontato da una sequenza di 22 ritratti di Ferdinando Scianna.
Dal martedì alla domenica 10.00 -13.00; 15.00 -18.00
Fino all’8 dicembre, il Piano Nobile della Reggia di Colorno, nel parmense, accoglie Leonardo Sciascia e Jorge Luis Borges, ciascuno raccontato da una sequenza di 22 ritratti di Ferdinando Scianna. Ritratti dell’amico di una vita (Sciascia), dato il personale stretto rapporto che intercorse tra il fotografo e lo scrittore siciliano, e di un gigante della letteratura del Novecento (Borges), le cui opere tanto hanno affascinato anche Scianna.
L’incontro di Scianna con Sciascia risale al 1963: dello scrittore siciliano Ferdinando diventa presto fraterno amico e collaboratore, “un secondo padre” come Scianna stesso lo ha definito. Sciascia firmerà molti dei testi introduttivi alle monografie fotografiche di Scianna: da “Feste religiose in Sicilia”, con il quale Ferdinando vince il Premio Nadar nel 1966, a “Les Siciliens” nel 1977 e a “La villa dei mostri”.
A Sciascia si deve uno dei ritratti di Scianna fotografo più lucidi e intensi: “È il suo fotografare, quasi una rapida, fulminea organizzazione della realtà, una catalizzazione della realtà oggettiva in realtà fotografica: quasi che tutto quello su cui il suo occhio si posa e il suo obiettivo si leva obbedisce proprio in quel momento, né prima né dopo, per istantaneo magnetismo, al suo sentimento, alla sua volontà e – in definitiva – al suo stile.”
L’incontro di Scianna con Borges risale agli anni Ottanta, ma altrettanto memorabili sono gli esiti dei suoi ritratti dello scrittore argentino.
“Scianna è stato – afferma il curatore della mostra, Sandro Parmiggiani, delineando un profilo complessivo della sua opera - uno dei fotografi che, con le sue immagini, ha contribuito ad ampliare i territori dell’umano, a spostarne in avanti le frontiere, ridando una dignità a persone, animali e cose che raramente l’avevano avuta, che dai territori dell’umano erano a lungo stati esclusi. Delle persone, anche le più umili da lui fotografate, sentiamo il calore e la vicinanza, giacché non ci paiono né alteri né isolati in un bozzolo di autosufficienza, ma sempre parte di un humus vitale, generale, che determina e accentua la loro capacità di comunicare, e che in un qualche modo a tutti appartiene. Accanto a questo carattere del tutto peculiare, va detto che nelle immagini di Scianna il buio si manifesta in tutto il suo mistero e la sua forza di rivelare il senso vero di ciò che se ne sta nel versante opposto, dentro la luce; del resto, Ferdinando stesso ha confessato che la sua percezione della luce è quella propria di un siciliano: “Il sole a me interessa perché fa ombra: è così drammatico che produce dialetticamente il suo contrario”.
Scianna nasce a Bagheria (Palermo) nel 1943. Frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Palermo, ma presto la passione per la fotografia prende il sopravvento: inizia a fotografare sistematicamente le festività religiose della sua terra, la Sicilia, alla quale rimarrà sentimentalmente per sempre legato. Trasferitosi nel 1966 a Milano, Scianna inizia la sua attività di fotografo professionista; nel 1967 viene assunto dal settimanale “L’Europeo”, per il quale realizza servizi memorabili in tutto il mondo (è, tra l’altro, a Praga nell’agosto 1968) e inizia anche a scrivere articoli, riunificando nella sua persona due aspetti che nel giornalismo sono abitualmente separati. Nel 1977 Scianna si trasferisce a Parigi, sempre come corrispondente de “L’Europeo” (collabora anche a “Le Monde Diplomatique” e a “La Quinzaine littéraire”); qui vive per dieci anni, conosce, e frequenta assiduamente, Henri Cartier-Bresson, che nel 1982 lo introduce nella famosa Agenzia Magnum Photos. Inizia a esporre in mostre personali e di gruppo, svolge attività di fotografo di alta moda e di pubblicità, sempre comunque con la capacità di fondere qualità estetico-formale dell’immagine e espressività corale e storica della stessa.
REGOLE SICUREZZA CORONAVIRUS ADOTTATE PER EVENTO – MANIFESTAZIONE: green pass, tampone delle 48 ore, mascherina
La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.
Biglietto di ingresso mostra
Biglietto intero € 8,00; Biglietto ridotto € 7,00
Biglietto ingresso con visita guidata al complesso della Reggia di Colorno + mostre
€. 10,00 – ridotto €. 9,00 – gruppi min. 15 pax €. 8.00
Info: info@castellidelducato.it

Reggia di Colorno (PR)
LUCE DEGLI APPENNINI
La storia del territorio attraverso una cinquantina di opere del Maestro Gastone Biggi
Fino a domenica 10 ottobre
E’ organizzata dalla Fondazione Gastone Biggi, in collaborazione con Provincia di Parma, i Comuni di Colorno, Langhirano e Neviano degli Arduini, nell’ambito del programma Parma 2020+21 e fa parte di un più ampio progetto culturale inteso a valorizzare i luoghi e la storia del territorio attraverso una cinquantina di opere del Maestro Gastone Biggi ispirate proprio dalla bellezza di questi luoghi, nei quali scelse di vivere negli ultimi vent’anni della sua vita. Se tutto intorno a me fosse nero aspetterei calmo un fiocco di neve. Gastone Biggi
Info: info@castellidelducato.it

Mastio e Borgo di Vigoleno (PC)
REMBRANDT: LE ACQUEFORTI
In mostra un corpus di 30 acqueforti del Rembrandt, dal ritratto alla scena di genere, dall’autoritratto alla tematica biblica o religiosa
Fino al 30 novembre
Oratorio della Beata Vergine delle Grazie
Orario di svolgimento: segue gli stessi orari della biglietteria del Mastio o su prenotazione per gruppi
Il notevole repertorio di opere esposte avrà anche il merito di toccare tutti i vari ambiti tematici in cui Rembrandt ha sperimentato ed espresso il proprio genio, attraverso una tecnica, quella dell’acquaforte, che porta a perfezionamento, con una maestria a tutt’oggi insuperata. La mostra è curata dalla dottoressa Susanna Gualazzini e dall’architetto Carlo Scagnelli. La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.
Costo della manifestazione:
Adulti: € 5,00
Bambini da 6 anni a 11 anni , studenti universitari, iscritti FAI e Touring: € 4,00
Per informazioni e prenotazioni: info@castellidelducato.it

Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci (PR)
UMBERTO ECO, FRANCO MARIA RICCI: LABIRINTI, STORIA DI UN SEGNO
Fino al 31 dicembre 2021
Un percorso multimediale alla scoperta di un segno universale.
Se l’immagine del labirinto ha una storia millenaria, questo significa che per decine di migliaia di anni l’uomo è stato affascinato da qualcosa che in qualche modo gli parla della condizione umana o cosmica.
(Umberto Eco)
Grazie ad innovativi allestimenti multimediali a cura di NEO [Narrative Environments Operas], studio di ricerca e progettazione di ambienti narrativi in particolare nell’ambito di esposizioni e musei e già autore di prestigiosi progetti di digital art (come quello vincitore del XXVI premio Compasso d’Oro lo scorso settembre), il Labirinto si trasformerà in un vero e proprio metalabirinto, introducendo i visitatori in un percorso di parole e pensieri, tra allestimenti scenografici e digitali e prestiti di rilievo, alla scoperta della storia e del significato di uno dei simboli più antichi al mondo.
L’esposizione si svilupperà in tre sale tra le quali i visitatori saranno accompagnati dalla guida di ombre nobili e sapienti legate alla storia di Ricci – non solo Umberto Eco ma anche Jorge Luis Borges – con transiti multimediali di parole e pensieri.
La mostra è realizzata con il patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Emilia-Romagna, Comune di Fontanellato, Comune di Parma e gli allestimenti sono a cura di Neo Tech.
La manifestazione si svolge anche in caso di maltempo.
La mostra è aperta tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10.30 alle 19.
L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del Labirinto della Masone (intero 18 euro, riduzioni indicate sul sito www.labirintodifrancomariaricci.it) che comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci.
Informazioni: info@castellidelducato.it

Reggia di Colorno (PR)
CARLA CERATI. Uno sguardo di donna su volti, corpi, paesaggi

Dal 16 ottobre all'8 dicembre 2021
Appartamento del Principe Reggia di Colorno
Dal martedì al venerdì 10.00 – 13.00; 15.00 -18.00
L’“appartamento del Principe” della Reggia di Colorno, dal 16 ottobre all’8 dicembre, ospiterà un’ampia rassegna di immagini di Carla Cerati.
“Le 88 fotografie in mostra – afferma il curatore Sandro Parmiggiani –, tutte provenienti dal fondo Cerati presso lo CSAC di Parma che le presta per l’occasione, ritraggono personaggi che lei ebbe modo di frequentare: scrittori (Calvino, Pasolini, Marquez, Vargas Llosa, tra gli altri), artisti, architetti, gente del teatro (memorabili una serie di immagini del Living Theatre con le tipiche contorsioni dei corpi e dei volti). Altrettanto significativi sono i nudi di donna in bianco e nero, sorprendenti e affascinanti perché si coglie quanto diverso sia lo sguardo femminile sul corpo della donna rispetto a quello maschile – interessato, quello femminile, all’armonia delle forme e non, come avviene spesso in quello maschile, alla rapacità della visione che prelude a una ‘conquista’ – e i paesaggi, soprattutto quelli delle Langhe, che evocano le atmosfere di Cesare Pavese e di Beppe Fenoglio e che sono in sintonia con le ricerche sul segno nell’arte e nella fotografia degli anni Sessanta.”
È arduo stringere in una definizione l’attività di fotografa di Carla Cerati. Occorre, innanzitutto, mai dimenticare la specificità di Carla Cerati, donna, che, quando alla fine degli anni Cinquanta, sposata e madre di due figli, s’inoltra nella fotografia, sente che andarsene a guardare il mondo attraverso l’obiettivo della macchina fotografica è lo strumento per “uscire dalla gabbia”.
“Fotografare”, ha confessato la Cerati, “ha significato la conquista della libertà e anche la possibilità di trovare risposte a domande semplici e fondamentali: chi sono e come vivono gli altri? Lavorano? E se sì, dove lavorano? Quali sono i mestieri, le professioni e i luoghi in cui le svolgono? Come trascorrono il tempo libero?”. Si è trattato dunque, per Carla Cerati di valicare un confine, di oltrepassare un limite, per andare verso l’altro da sé.
Ciò che non possiamo dimenticare, davanti alle fotografie di Carla Cerati, è che lei è riuscita a tenere assieme l’ansia del fotoreporter – Carla è stata anche questo – di afferrare un evento, prima che sia inghiottito nelle fauci del tempo, e il rigore, la ricerca formale che fin dagli esordi (le immagini del 1960 della messa in scena di ‘Aspettando Godot’ e del saggio finale delle allieve della Scuola di Danza del Piccolo Teatro) lei insegue e fissa nei suoi scatti.
Organizzata da Antea in collaborazione con la Provincia di Parma e dal Gruppo Fotografico Color’s Light le mostre si inseriscono nel programma di ColornoPhoto Life un evento di cultura fotografica che offre agli appassionati di ogni livello l’occasione di esporre le proprie opere al fianco di quelle dei maestri e vedere le tendenze in atto nell’ambito della fotografia nazionale. Si dedica, a partire dagli anni Ottanta, alla fotografia delle nuove architetture, ennesima manifestazione di un paesaggio che cambia. Dal 1973, Carla Cerati ha affiancato all’attività di fotografa quella di scrittrice, pubblicando vari romanzi, spesso finalisti ai Premi Strega e Campiello. Costo della manifestazione: Biglietto intero € 8,00; Biglietto ridotto € 7,00
info@castellidelducato.it

A PALAZZO DUCALE INAUGURA LA MOSTRA “MICHAEL KENNA: IL FIUME PO”
Il percorso completo di 100 fotografie dalla sorgente alla foce del Grande Fiume 
Sabato 16 ottobre 2021 alle ore 17.30 inaugurazione con la presenza del fotografo presso Palazzo Ducale (via Gonzaga)
Domenica 17 ottobre 2021 alle ore 10.30 Incontro con Michael Kenna in dialogo con Sandro Parmiggiani presso la Chiesa di San Francesco (via Passerini)
Nell’anno della pandemia Michael Kenna ha realizzato tre progetti editoriali di grande rilievo: Buddha (Prestel Publishing) in cui raccoglie 160 fotografie dedicate alla divinità orientale; l’edizione limitata di 15 fotografie Notre-Dame de Paris (Nazraeli Press), omaggio al monumento francese a seguito del rogo che l’ha funestato; e Il fiume Po (Corsiero editore) che raccoglie 100 fotografie scattate dal 2007 al 2019, dalla sorgente alla foce del maggior fiume italianodalle montagne piemontesi alle rive adriatiche attraverso le distese della Pianura Padana. Queste immagini, che raccontano la lunga familiarità tra un fotografo inglese e “un caro, vecchio e saggio amico”, saranno protagoniste della mostra “MICHAEL KENNA: IL FIUME PO” che inaugura sabato 16 ottobre a Guastalla. Caratteristica del grande fotografo inglese è appunto quella si sviluppare i progetti fotografici importanti nel corso di molti anni, per poi approdare alla loro pubblicazione. In questo caso, le prime fotografie del Po risalgono al 2007, quando venne invitato a fotografare il territorio reggiano in vista della grande mostra antologica “Immagini del settimo giorno” a Palazzo Magnani nel 2010 a Reggio Emilia. Da lì è cresciuta nel tempo e si è sviluppata per Michael Kenna una familiarità con il grande fiume e i suoi molteplici paesaggi: “Suppongo che la domanda da porsi sia: come si può non essere colpiti dal grande fiume Po? È potente, bello, carismatico e ha un’attrazione singolare e magnetica. Già durante le mie prime visite speravo che un giorno ci sarei tornato. Quando l’ho fatto nel 2017, mi sono sentito come se stessi familiarizzando di nuovo con un caro, vecchio e saggio amico”.
“Queste fotografie” spiega il fotografo inglese, “sono il riflesso delle mie conversazioni col Po. Spesso paragono la fotografia all’incontro con una persona. Ne incrociamo migliaia, se non milioni, nella nostra vita, ma solo poche di loro rimangono come buoni amici con cui restiamo in contatto ripetutamente. Perché è così? Cosa forma i legami d’amicizia e d’amore? Come fa uno in apparenza estraneo, di un altro Paese — com’è il Po per me — a diventare un caro amico? Succede”.

“Preferisco pensare che le mie fotografie siano più vicine alla poesia che alla prosa, e ripeto spesso che il colore è un po’ troppo specifico, determinato per il mio modo di lavorare. Vediamo tutto a colori. Il bianco e nero, invece, è una riduzione essenziale della stimolazione sensoriale che permette alla nostra immaginazione di attivarsi di più. Il bianco e nero dice precisamente che questa è un’interpretazione, non è un tentativo di copiare ciò che vediamo con i nostri occhi. Mi piace leggere gli haiku, perché suggeriscono una grande quantità di cose in poche parole. Come queste poesie, non cerco di ritrarre tutti i dettagli di una scena, o di dare una descrizione accurata di ciò che c’è. Preferisco suggerire ciò che non posso vedere, ma che immagino possa esserci: strati sottostanti nascosti nella nebbia e nell’oscurità o nascosti oltre i bordi della cornice.” La mostra è ospitata nel piano nobile del Palazzo Ducale, già ambientazione di alcune scene di Novecento di Bernardo Bertolucci e, più di recente, della scena del sogno nel film Volevo solo nascondermi di Giorgio Diritti, dedicato al pittore Antonio Ligabue. In esposizione, accanto all’intera serie di cento fotografie che compongono il libro pubblicato l’anno scorso da Corsiero editore, una video intervista al fotografo realizzata appositamente per questo progetto.
Inaugurazione con la presenza del fotografo sabato 16 ottobre 2021 ore 17.30
Incontro con Michael Kenna in dialogo con Sandro Parmiggiani domenica 17 ottobre 2021 ore 10.30
Mostra a cura di Andrea Casoli e Gloria Negri
Catalogo corsiero editore
Introduzione di Sandro Parmiggiani
Progetto grafico di mara scanavino project
Palazzo Ducale, via Gonzaga, 16 – Guastalla (Reggio Emilia)
Giorni e orari di apertura mercoledì, sabato e domenica 9.30-12.30 e 15.30-18.30
È CONSIGLIATA LA PRENOTAZIONE. ACCESSO CON GREEN PASS
info@castellidelducato.it

Pagina in corso di aggiornamento... 

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Fortezza di Bardi

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