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Castello di San Pietro in Cerro

ARTE IN CASTELLO: MOSTRE DA VISITARE IN AUTUNNO NEL CIRCUITO CASTELLI DEL DUCATO

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Castello di San Pietro in Cerro (PC)
mim MUSEUM IN MOTION e CINA MILLENARIA - GUERRIERI Di XI'AN 
Fino a inizio novembre
Il Castello di San Pietro è una mirabile struttura quattrocentesca interamente visitabile. Ospita nei suggestivi ambienti del sottotetto il mim, Museum in Motion, collezione di oltre millecinquecento opere di maestri contemporanei, italiani e stranieri, esposta a rotazione. Nei sotterranei è possibile ammirare la mostra Cina Millenaria -i Guerrieri di Xi'an.
Info: info@castellidelducato.it
Palazzo Farnese - Cittadella Viscontea (PC)
FARNESE SEGRETO
Potete visitare a Piacenza ai Musei Civici di Palazzo Farnese in Emilia nel circuito dei 37 Castelli del Ducato un nuovissimo percorso che per la prima volta accompagna i visitatori in spazi suggestivi tra opere d’arte con tour esperienziali.
Si inizia dal Museo delle Carrozze nei sotterranei…
Si sale una suggestiva Scala a Chiocciola…
Si arriva dopo un percorso alla Alcova delle Damigelle
Si ascoltano le storie di Zefiro e Flora…
La mostra esperienziale ha l'intento di mostrare al pubblico un percorso inedito all’interno del maestoso edificio vignolesco, rendendo visitabili ambienti finora preclusi durante i consueti itinerari guidati ed esponendo opere custodite nei depositi museali. Il percorso della durata di circa un'ora e mezza accompagna il visitatore fra le mura di Palazzo Farnese. Nel dettaglio: partendo dal Museo delle Carrozze nei sotterranei, si salirà per una suggestiva scala a chiocciola fino all’ultimo piano dell’edificio, sede attuale dell’Archivio di Stato.Da lì si intraprenderà un percorso in discesa che avrà ad oggetto inizialmente la Cappella Ducale, visibile dalla cantoria di destra – normalmente non accessibile – e proseguirà nella Pinacoteca, collocata nel cosiddetto “Appartamento Dorato” con le sue mirabili volte affrescate da autori quali Andrea Seghizzi e Giovanni Battista Caccioli, ulteriormente valorizzate da una nuova campagna fotografica e da studi aggiornati presentati nella guida. Dalla Pinacoteca si avrà accesso a due mezzanini, aperti in via eccezionale al pubblico. In quello superiore, situato tra il piano nobile e l’ultimo piano, originariamente destinato ad alcova delle damigelle, si potranno ammirare le “Storie Zefiro e Flora” dipinte tra 1710 e 1711 dal fiorentino Sebastiano Galeotti. Scendendo invece nell’ammezzato, tra piano nobile e piano rialzato, si darà spazio ad un artista fiammingo che fece la propria fortuna a Piacenza: Robert De Longe. Qui verranno svelati sette ovali, donati al museo nel 1961 da Carlo Anguissola ma troppo a lungo destinati ai depositi. De Longe, morto l’anno prima dell’arrivo di Galeotti in città, si impose nel nostro territorio grazie alla superba raffinatezza delle sue opere, tanto che ebbe il privilegio di vedere il proprio nome in tutte le principali commissioni pittoriche della fine del diciassettesimo e dell’inizio del diciottesimo secolo tra Cremona, Monticelli d’Ongina, Lodi e Piacenza. Le visite saranno accompagnate da guide turistiche professioniste già coinvolte nelle visite alla scoperta di Piacenza.
Orari visite accompagnate
Venerdì 10.30 e 16.30
Sabato e domenica  10.30, 12.00, 15.00 e 16.30
Costo del biglietto
Intero euro 8,00 (comprensivo dell’accesso al tour e della visita guidata)
Ridotto euro 5,00 (per i ragazzi dai 18 ai 25 anni e per tutte le categorie già previste dl regolamento dei Musei Civici)
Gratuito per i giovani con meno di 18 anni e soci ICOM.Ogni visita potrà essere seguita da un massimo di 8 persone (in considerazione degli spazi ristretti e soprattutto delle regole anticovid).
I gruppi che acquisteranno almeno 4 biglietti riceveranno in omaggio il volume dedicato a Palazzo Farnese e alle architetture vignolesche.
L'acquisto del biglietto potrà avvenire in loco o via web, tramite il sito dei Musei Civici di Palazzo Farnese Piacenza, seguendo l’apposito link.
Per chi non acquistasse preventivamente il biglietto è consigliata la prenotazione della visita scrivendo a info.farnese@comune.piacenza.it o info@castellidelducato.it
La visita, della durata di circa 1 ora e 30 minuti, richiede un certo impegno fisico (tra salite e discese i gradini sono quasi 600), per chi avesse difficolta, problemi motori o cardiaci, e per coloro che, per qualsiasi ragione, non potessero affrontare la salita, è stato realizzato un percorso alternativo con un video immersivo che presenta gli spazi di più difficile accesso. Sono consigliate scarpe comode. Per accedere al percorso è necessario essere in possesso del Green Pass.

Castello di Rivalta e Palazzo Calciati Crotti (Cremona)
DAL CASTELLO DI RIVALTA A PALAZZO CALCIATI CROTTI: DALLE DIVISE DELLA STORIA ALLA GIUSTIZIA IN ARTE

La Giustizia: mostra promossa da Alina Art Foundation. Per la prima volta in un palazzo storico cremonese, dove la storia vive tra le sue sontuose mura, l’anima contemporanea di 26 artisti dovrà affrontare l’immortalità dell’arte rinascimentale per confrontarsi con il valore di tutti tempi, la giustizia.
Cosa lega il magnifico Castello di Rivalta in Val Trebbia nel circuito Castelli del Ducato in Emilia a Palazzo Calciato Crotti a Cremona in Lombardia? Sono entrambe due storiche dimore in parte di proprietà delle Contesse Caterina Zanardi Landi e Ludovica Zanardi Landi, per parte di padre e per parte di madre, laddove le nobili famiglie Zanardi Landi e Calciati Crotti sono state legate in matrimonio, quello del Conte Orazio Zanardi Landi con la Contessa Anna Calciati Crotti.
Ma c'è di più: se nel Castello di Rivalta è visitabile una importante collezione di divise d'epoca nel Museo del Costume Militare che ci portano a domandarci per cosa e per chi era giusto o ingiusto combattere, a Palazzo Calciati Crotti si interpreta invece il tema della difesa, della giustizia, della pace, della lealtà in una mostra di arte contemporanea "ARTISTI per ALINA". Laddove la virtù, intesa in chiave eminentemente sociale, la Giustizia appunto, negli spazi che respirano memoria e gloria del passato, trova nuova voce e nuovo sguardo contemporaneo.
Per la prima volta in un palazzo storico cremonese, dove la storia vive tra le sue sontuose mura, l’anima contemporanea di 26 artisti dovrà affrontare l’immortalità dell’arte rinascimentale per confrontarsi con il valore di tutti tempi, la giustizia.
La mostra, che sarà quindi un ponte solido tra l’arte rinascimentale della collezione d’arte  del Palazzo Calciati-Crotti e l’arte contemporanea, è al contempo un viaggio introspettivo tra i due percorsi artistici:
– la ”Giustizia” negli occhi dei 26 artisti affermati nel panorama nazionale e internazionale. Con opere realizzate con diverse tipologie di media (installazioni , videoarte, pittura, fotografia, collage, scultura ), saranno presenti nella mostra Giustizia gli artisti: Brandimarte, Baldoni, Bartolucci, Catalani, Crepax, Castagnetti, Mogol, Riciputo, Pompili, Ferraro, Spagnuolo, Mascitti, Negro, Crudi, Puglisi, Luchetti, Pagliacci, Maggi, Olivieri, Kozlyk, Garofalo, Rares, Di Giusto, Pierini, Morriconi. Ognuno di loro ha segnato una traccia, rimodulando la casa universale dei nostri valori umani.
– ”26” un percorso di 26 quadri realizzati da Sanda Sudor (26 quanti gli anni di Alina al momento di una tragedia personale che ha vissuto), ogni quadro dedicato ad un anno di vita e tutti insieme interconnessi di un unico filo conduttore.
La mostra e’ stata strutturata dalla presidente della Fondazione Alina Art Foundation Sanda Sudor insieme all’artista Antonio Catalani e a Caterina Zanardi Landi, responsabile degli eventi sia di Palazzo Calciati Crotti che del Castello di Rivalta, con la curatela di Massimo Magurano: è previsto un programma ricco di vari appuntamenti partendo dall’inaugurazione del 23 settembre ore 18 ai 6 talk show di artista per chiudere il 9 ottobre con il convegno sulla giustizia ”Quando la giustizia diventa l’ingiustizia”. La mostra chiuderà i battenti il 10 ottobre.

La proposta per una straordinaria giornata d'arte può dunque essere la seguente: al mattino visita al Castello di Rivalta (PC), pranzo al Bistrot Caffè di Rivalta e nel pomeriggio tour alla mostra "Giustizia" a Palazzo Calciati Crotti (CR). Palazzo Calciati Crotti nacque per volontà del conte Cesare Calciati che fece costruire l’edificio tra il 1763 e il 1766. Il palazzo, dimora nobiliare che ha mantenuto intatte le decorazioni interne, compreso il mobilio, le tappezzerie e le suppellettili, si trova nel cuore della città di Cremona. La storia di questo edificio è strettamente connessa a quella della famiglia Calciati che ne è tuttora proprietaria con le contesse Anna e Giuseppina Calciati Crotti. Il palazzo che negli anni si arricchì via via di un sontuoso apparato decorativo, con affreschi di pittori di scuola cremonese, è stato sapientemente restaurato tra 2012 e 2015.
Siete benvenuti al palazzo Calciati Crotti per portare entusiasmo e voglia di migliorare e sicuramente alla fine della visita qualcosa dentro di voi sarà cambiato: l’Arte cambierà il mondo.
Prenotazioni obbligatorie.
info@castellidelducato.it

Castello di Roccabianca (PR)
I MONDI DI REMO GAIBAZZI
Le tradizioni dell’umorismo europeo nel cuore di Parma
Fino a domenica 12 dicembre
sabato e domenica, 10-12 e 15-18
Da novembre a dicembre: sabato e domenica 10-12 e 14:30-17:30
In occasione di Parma Capitale della Cultura 2020-21, il Castello di Roccabianca attraverso l’Associazione Castello Eventi e il Comune di Roccabianca organizzano due eventi espositivi che vedono protagonisti Giovannino Guareschi e Remo Gaibazzi, due pietre miliari dell’arte e della cultura italiana. Entrambi sono nati nella Bassa emiliana, tutti e due nel Comune di Roccabianca. Guareschi nasce a Fontanelle il primo maggio nel 1908 e muove a Cervia il 22 luglio del 1968, Remo Gaibazzi a Stagno, oltre l’argine, dentro la golena il 29 dicembre 1915 e muore a Parma il 25 luglio del 1994. La terra d’origine non è il solo elemento che li accomuna, entrambi affondano le radici nella tradizione europea del giornalismo satirico e umoristico per poi intraprendere due percorsi artistici diversi. Le mostre sono entrambe curate da Giorgio Casamatti e Guido Conti, e vengono ospitate nelle sale del Castello di Roccabianca, in parte in uno spazio assolutamente inedito al pubblico.
La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.
Ingresso gratuito.
Info: info@castellidelducato.it

Castello di Roccabianca (PR)
GIOVANNINO GUARESCHI
L’uomo coi baffi, dal Mondo piccolo di Roccabianca al successo internazionale
Fino a domenica 12 dicembre
Da settembre ad ottobre (incluso): sabato e domenica10-12 e 15-18
Da novembre a dicembre: sabato e domenica 10-12 e 14:30-17:30
In occasione di Parma Capitale della Cultura 2020-21, il Castello di Roccabianca attraverso l’Associazione Castello Eventi e il Comune di Roccabianca organizzano due eventi espositivi che vedono protagonisti Giovannino Guareschi e Remo Gaibazzi, due pietre miliari dell’arte e della cultura italiana. Entrambi sono nati nella Bassa emiliana, tutti e due nel Comune di Roccabianca. Guareschi nasce a Fontanelle il primo maggio nel 1908 e muove a Cervia il 22 luglio del 1968, Remo Gaibazzi a Stagno, oltre l’argine, dentro la golena il 29 dicembre 1915 e muore a Parma il 25 luglio del 1994. La terra d’origine non è il solo elemento che li accomuna, entrambi affondano le radici nella tradizione europea del giornalismo satirico e umoristico per poi intraprendere due percorsi artistici diversi. Le mostre sono entrambe curate da Giorgio Casamatti e Guido Conti, e vengono ospitate nelle sale del Castello di Roccabianca, in parte in uno spazio assolutamente inedito al pubblico.
La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.
Ingresso gratuito
Info: info@castellidelducato.it

Rocca dei Rossi di San Secondo (PR)
ASA NISI MASA
Mostra di arte contemporanea a cura di Quadrilegio
Fino a mercoledì 8 dicembre
Apertura mostra con visita guidata alla Rocca dei Rossi nei giorni di sabato, domenica e festivi ai seguenti orari: 10-11-12-13-14-15-16-17-18
Il vero senso dell’arte si trova nella magia.
Lo sapeva bene Federico Fellini quando si faceva sussurrare queste parole al suo io bambino. È quindi un percorso magico che intraprendono gli artisti nella loro incessante ricerca, tesa a trovare un’immagine somigliante alla loro anima.
La Rocca di San Secondo, con il suo susseguirsi labirintico di stanze, ospita l’incontro di tre artisti, diversi fra loro, ma legati dalla parola magica Asa Nisi Masa che li accomuna nell’espressione di intenti.
Andrea Vettori, immerso nell’iperalismo totale della natura, che poi popola di personaggi e animali tratti da quadri antichi, in un eterno ripetersi di situazioni e personaggi come nel racconto di A. Bloy Casares “L’invenzione di Morel” dove il tempo si ricrea continuamente in un eterno meraviglioso mondo tanto reale quanto fantastico.
Oscar Accorsi, che dispiega con la frantumazione di solidi virtuali modulazioni spaziali, forme magiche che si ripetono trasformandosi, e dove il vuoto disegna lo spazio.
Marina Burani, coi suoi silenziosi grigi, le architetture speculari in uno spazio privo di tempo, che ancora di più è allusivo all’eternità, rimanda ai più grandi intellettuali del Quattrocento dove la rivelazione dell’armonia, dell’unità del tutto, della luce pura, non conoscerà mai il tramonto.
Ingresso con pagamento del biglietto di visita alla Rocca ridotto (5 €)
Info: info@castellidelducato.it

 

Castell'Arquato (PC)
MOSTRA BRUNO CASSINARI
Forma struttura colore - Dipinti e disegni dal 1936 al 1962
Fino al 31 ottobre
Castell’Arquato, Palazzo del Podestà
La mostra a Palazzo ospiterà circa 20 opere del periodo storico ‘40 – ‘50, tra olii, disegni e una scultura, tutti pubblicati in catalogo. Curatore della mostra e del catalogo è Ivo Iori, in collaborazione con Giovanna Cassinari, figlia del Maestro. Responsabile organizzativa della mostra è Sandra Bozzarelli. La mostra di Castell’Arquato si aggiunge all’unica esposizione che il Comune di Piacenza ha dedicato al Maestro, nel 1983 a Palazzo Farnese.
Orari: venerdì 14.30 – 18.00; sabato e domenica 10.00 – 12.30 /14.30 – 18.00; lunedì 10.00 – 12-30/14.30 – 18.00
Inaugurazione: sabato 25 settembre ore 10,30.
Bruno Cassinari (1912-1992), pittore e scultore piacentino, è stato uno dei più importanti artisti italiani del secondo dopoguerra, i suoi lavori sono caratterizzati da deformazioni formali di ascendenza espressionista con riflessioni sulla strutturazione Cubista. Cassinari si trasferì a Milano nel 1929, dove fu intensamente attivo fin dai tempi dell’adesione al gruppo di “Corrente”. Frequentò dal 1934 al 1938 l’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si diplomò sotto la guida di Aldo Carpi. Si formò non solo a Milano ma anche sulla costa francese, in particolare ad Antibes, dove tra il 1949 e il 1953 conobbe direttamente Picasso, da cui fu chiamato a esporre al Musée d’Antibes nell’estate del 1950, e Georges Braque, Marc Chagall, Matisse, Paul Eluard, Jean Cocteau. Soprattutto, il soggiorno mediterraneo rappresentò l’incontro della sua pittura con il respiro e il colore del mare, segnando una fase di speciale energia creativa. Nel 1962, Cassinari riaprì il suo studio in compagnia di Ernesto Treccani a Gropparello, terra nativa. Da quel momento ricomparve nel suo lavoro l’ambiente rurale già indagato negli anni Quaranta, fattosi ora mosso e acceso in senso drammatico. Ogni luogo reinterpretato attraverso la forza del colore riscosse attenzione successo dalla critica – memorabili le parole di Elio Vittorini nel 1941 – e riconoscimenti istituzionali all’estero: già negli anni Cinquanta, il lavoro di Cassinari ricevette il Gran Premio della Cultura Italiana alla XXVI Biennale di Venezia (1952) ed era noto anche alla scena artistica internazionale. Comparve in mostre di rilievo negli Stati Uniti (1952, 1957), in Australia (1956) e in America Latina (1957). Fu un ritrattista mondano, celebri i dipinti di Gina Lollobrigida (1955) e di Carla Fracci (1958), e al tempo stesso pittore del sacro: sue le vetrate nella basilica di San Domenico a Siena (1982). Morì a Milano nel 1992, nello studio che recava ovunque tracce del suo temperamento artistico.
Informazioni: info@castellidelducato.it

Reggia di Colorno (PR)
MOSTRA FERDINANDO SCIANNA
Fino all’8 dicembre, il Piano Nobile della Reggia di Colorno, nel parmense, accoglie Leonardo Sciascia e Jorge Luis Borges, ciascuno raccontato da una sequenza di 22 ritratti di Ferdinando Scianna.
Dal martedì alla domenica 10.00 -13.00; 15.00 -18.00
Fino all’8 dicembre, il Piano Nobile della Reggia di Colorno, nel parmense, accoglie Leonardo Sciascia e Jorge Luis Borges, ciascuno raccontato da una sequenza di 22 ritratti di Ferdinando Scianna. Ritratti dell’amico di una vita (Sciascia), dato il personale stretto rapporto che intercorse tra il fotografo e lo scrittore siciliano, e di un gigante della letteratura del Novecento (Borges), le cui opere tanto hanno affascinato anche Scianna.
L’incontro di Scianna con Sciascia risale al 1963: dello scrittore siciliano Ferdinando diventa presto fraterno amico e collaboratore, “un secondo padre” come Scianna stesso lo ha definito. Sciascia firmerà molti dei testi introduttivi alle monografie fotografiche di Scianna: da “Feste religiose in Sicilia”, con il quale Ferdinando vince il Premio Nadar nel 1966, a “Les Siciliens” nel 1977 e a “La villa dei mostri”.
A Sciascia si deve uno dei ritratti di Scianna fotografo più lucidi e intensi: “È il suo fotografare, quasi una rapida, fulminea organizzazione della realtà, una catalizzazione della realtà oggettiva in realtà fotografica: quasi che tutto quello su cui il suo occhio si posa e il suo obiettivo si leva obbedisce proprio in quel momento, né prima né dopo, per istantaneo magnetismo, al suo sentimento, alla sua volontà e – in definitiva – al suo stile.”
L’incontro di Scianna con Borges risale agli anni Ottanta, ma altrettanto memorabili sono gli esiti dei suoi ritratti dello scrittore argentino.
“Scianna è stato – afferma il curatore della mostra, Sandro Parmiggiani, delineando un profilo complessivo della sua opera - uno dei fotografi che, con le sue immagini, ha contribuito ad ampliare i territori dell’umano, a spostarne in avanti le frontiere, ridando una dignità a persone, animali e cose che raramente l’avevano avuta, che dai territori dell’umano erano a lungo stati esclusi. Delle persone, anche le più umili da lui fotografate, sentiamo il calore e la vicinanza, giacché non ci paiono né alteri né isolati in un bozzolo di autosufficienza, ma sempre parte di un humus vitale, generale, che determina e accentua la loro capacità di comunicare, e che in un qualche modo a tutti appartiene. Accanto a questo carattere del tutto peculiare, va detto che nelle immagini di Scianna il buio si manifesta in tutto il suo mistero e la sua forza di rivelare il senso vero di ciò che se ne sta nel versante opposto, dentro la luce; del resto, Ferdinando stesso ha confessato che la sua percezione della luce è quella propria di un siciliano: “Il sole a me interessa perché fa ombra: è così drammatico che produce dialetticamente il suo contrario”.
Scianna nasce a Bagheria (Palermo) nel 1943. Frequenta la Facoltà di Lettere e Filosofia all’Università di Palermo, ma presto la passione per la fotografia prende il sopravvento: inizia a fotografare sistematicamente le festività religiose della sua terra, la Sicilia, alla quale rimarrà sentimentalmente per sempre legato. Trasferitosi nel 1966 a Milano, Scianna inizia la sua attività di fotografo professionista; nel 1967 viene assunto dal settimanale “L’Europeo”, per il quale realizza servizi memorabili in tutto il mondo (è, tra l’altro, a Praga nell’agosto 1968) e inizia anche a scrivere articoli, riunificando nella sua persona due aspetti che nel giornalismo sono abitualmente separati. Nel 1977 Scianna si trasferisce a Parigi, sempre come corrispondente de “L’Europeo” (collabora anche a “Le Monde Diplomatique” e a “La Quinzaine littéraire”); qui vive per dieci anni, conosce, e frequenta assiduamente, Henri Cartier-Bresson, che nel 1982 lo introduce nella famosa Agenzia Magnum Photos. Inizia a esporre in mostre personali e di gruppo, svolge attività di fotografo di alta moda e di pubblicità, sempre comunque con la capacità di fondere qualità estetico-formale dell’immagine e espressività corale e storica della stessa.
REGOLE SICUREZZA CORONAVIRUS ADOTTATE PER EVENTO – MANIFESTAZIONE: green pass, tampone delle 48 ore, mascherina
La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.
Biglietto di ingresso mostra
Biglietto intero € 8,00; Biglietto ridotto € 7,00
Biglietto ingresso con visita guidata al complesso della Reggia di Colorno + mostre
€. 10,00 – ridotto €. 9,00 – gruppi min. 15 pax €. 8.00
Info: info@castellidelducato.it

Reggia di Colorno (PR)
LUCE DEGLI APPENNINI
La storia del territorio attraverso una cinquantina di opere del Maestro Gastone Biggi
Fino a domenica 10 ottobre
E’ organizzata dalla Fondazione Gastone Biggi, in collaborazione con Provincia di Parma, i Comuni di Colorno, Langhirano e Neviano degli Arduini, nell’ambito del programma Parma 2020+21 e fa parte di un più ampio progetto culturale inteso a valorizzare i luoghi e la storia del territorio attraverso una cinquantina di opere del Maestro Gastone Biggi ispirate proprio dalla bellezza di questi luoghi, nei quali scelse di vivere negli ultimi vent’anni della sua vita. Se tutto intorno a me fosse nero aspetterei calmo un fiocco di neve. Gastone Biggi
Info: info@castellidelducato.it

Mastio e Borgo di Vigoleno (PC)
REMBRANDT: LE ACQUEFORTI
In mostra un corpus di 30 acqueforti del Rembrandt, dal ritratto alla scena di genere, dall’autoritratto alla tematica biblica o religiosa
Fino al 30 novembre
Oratorio della Beata Vergine delle Grazie
Orario di svolgimento: segue gli stessi orari della biglietteria del Mastio o su prenotazione per gruppi
Il notevole repertorio di opere esposte avrà anche il merito di toccare tutti i vari ambiti tematici in cui Rembrandt ha sperimentato ed espresso il proprio genio, attraverso una tecnica, quella dell’acquaforte, che porta a perfezionamento, con una maestria a tutt’oggi insuperata. La mostra è curata dalla dottoressa Susanna Gualazzini e dall’architetto Carlo Scagnelli. La manifestazione si svolge anche in caso di mal tempo.
Costo della manifestazione:
Adulti: € 5,00
Bambini da 6 anni a 11 anni , studenti universitari, iscritti FAI e Touring: € 4,00
Per informazioni e prenotazioni: info@castellidelducato.it

Castello di Sarzano - Comune di Casina di Reggio Emilia
Labirinto della Masone di Franco Maria Ricci (PR)
UMBERTO ECO, FRANCO MARIA RICCI: LABIRINTI, STORIA DI UN SEGNO
Fino al 31 dicembre 2021
Un percorso multimediale alla scoperta di un segno universale.
Se l’immagine del labirinto ha una storia millenaria, questo significa che per decine di migliaia di anni l’uomo è stato affascinato da qualcosa che in qualche modo gli parla della condizione umana o cosmica.
(Umberto Eco)
Grazie ad innovativi allestimenti multimediali a cura di NEO [Narrative Environments Operas], studio di ricerca e progettazione di ambienti narrativi in particolare nell’ambito di esposizioni e musei e già autore di prestigiosi progetti di digital art (come quello vincitore del XXVI premio Compasso d’Oro lo scorso settembre), il Labirinto si trasformerà in un vero e proprio metalabirinto, introducendo i visitatori in un percorso di parole e pensieri, tra allestimenti scenografici e digitali e prestiti di rilievo, alla scoperta della storia e del significato di uno dei simboli più antichi al mondo.
L’esposizione si svilupperà in tre sale tra le quali i visitatori saranno accompagnati dalla guida di ombre nobili e sapienti legate alla storia di Ricci – non solo Umberto Eco ma anche Jorge Luis Borges – con transiti multimediali di parole e pensieri.
La mostra è realizzata con il patrocinio del Ministero della cultura, della Regione Emilia-Romagna, Comune di Fontanellato, Comune di Parma e gli allestimenti sono a cura di Neo Tech.
La manifestazione si svolge anche in caso di maltempo.
La mostra è aperta tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 10.30 alle 19.
L’accesso è incluso nel biglietto d’ingresso del Labirinto della Masone (intero 18 euro, riduzioni indicate sul sito www.labirintodifrancomariaricci.it) che comprende anche l’accesso al labirinto di bambù e alla collezione permanente di Franco Maria Ricci.
Informazioni: info@castellidelducato.it

 

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Castello di San Pietro in Cerro

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