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Reggia di Colorno

PORCELLANE DEI DUCHI DI PARMA IN MOSTRA ALLA REGGIA DI COLORNO

Capolavori delle grandi manifatture del ‘700 europeo. Manifatture di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly e Doccia appartenenti al Patrimonio Ducale

Da sabato 15 maggio a domenica 19 settembre

 

Una mostra alla Reggia di Colorno - nel circuito Castelli del Ducato di Parma, Piacenza, Pontremoli - che si fregia della collaborazione della Galleria degli Uffizi di Firenze.

Un viaggio nella storia del gusto e della ricchezza decorativa che risplendeva del fascino esotico attribuito alla porcellana che durante il Settecento inebriò le Corti d’Europa, divenendo identificativo dello status sociale di chi la possedeva e, quindi, veicolo di diffusione del gusto e delle mode. Aperta dal 15 maggio fino 19 settembre 2021 è la mostra Adornamenti da tavola. Porcellane europee del 700 per i Duchi di Parma.

Compatta, lucente e leggera, la porcellana si presta naturalmente alla realizzazione di quegli oggetti dalle linee agili, aeree, impossibili da ottenere con i materiali fino ad allora noti. Rimasta a lungo un segreto delle manifatture cinesi fu ricreata in Europa nel secondo decennio del Settecento presso la corte di Augusto il Forte, Principe Elettore di Sassonia e re di Polonia e da qui si diffuse gradualmente in tutta Europa, nonostante i disperati tentativi di nasconderne la formula. Impiegata subito in campo ornamentale per realizzare statuine e vasi di fragile grazia, è sulla tavola che essa trova il suo naturale impiego, accompagnando quella sorta di riforma che interessa nello stesso periodo la cucina. Nella mensa nobiliare il lusso si mostra non più attraverso monumentali portate che identificano lo sfarzo nella semplice abbondanza, ma attraverso pietanze dai sapori meno forti e consistenze delicate.  Il nuovo stile alimentare, d’importazione francese, moltiplica il numero delle portate, ne riduce le porzioni che vengono servite in vasellame minuto, fragile, delicato e sempre diverso.

È tuttavia la nuova passione per le bevande esotiche, il the, la cioccolata, il caffè che crea recipienti dalle forme nuove, adatte a degustare, fuori dai pasti, bibite dai sapori rari. Il percorso espositivo evidenzia la piena adesione della corte di Parma al gusto imposto tra il XVIII e il XIX secolo dai modelli francesi; ricchezza decorativa e desiderio di ostentazione che in tutta Europa accompagnavano l’allestimento delle tavole. Anche sulle tavole dei duchi di Parma si può riscontrare una crescente specializzazione degli strumenti e del vasellame: dall’impiego di caffettiere, cioccolatiere, teiere, sorbettiere, che confermano il regolare consumo delle bevande esotiche di gran moda nel Settecento, fino alla presenza di surtout e trionfi da tavola.

Grazie a Luisa Elisabetta, figlia prediletta del Re di Francia Luigi XV moglie di Filippo I di Borbone si afferma  l’amore per la decorazione della tavola e la porcellana fa il suo ingresso trionfale prendendo il posto dei metalli preziosi. Soprannominata dal padre Babette condivideva con lui la passione per le porcellane ed il buon rapporto con Madame de Pompadour, attiva protettrice della manifattura di Vincennes e poi di Sevres, aveva rafforzato in lei il gusto per quei raffinati oggetti. Nei suoi frequenti viaggi a Versailles non trascurava di fare acquisti a spese del padre sia per dotare la sua modesta residenza di adeguato vasellame alla moda sia per far dono al marito (“cher Pippo”) che mostrava di condividere con lei il piacere delle preziose porcellane. Numerose lettere documentano la passione dell’infanta Luisa Elisabetta per la porcellana e non solo quella francese di Vincennes, Sèvres e Chantilly, che acquistò sia direttamente sia per il tramite di agenti, ma anche di quella tedesca di Meissen. La magnificenza di questo pregiato impasto, è celebrata in mostra mediante l’esposizione di un importante selezione di oggetti in porcellana, che un tempo arricchivano le dimore dei Duchi di Parma, che offre una panoramica di quasi tutte le manifatture europee. Da quella celebre di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly e Doccia; raffinati servizi da tavola, servizi da the e caffè, statuine, tazze da gelato e oggetti da tavola curiosi tutti appartenuti alla Corte parmense e proveniente da importanti prestiti di musei e collezioni italiane.

La Mostra sarà visitabile da Sabato 15 Maggio 2021 dalle ore 15

Orari: Prenotazione obbligatoria

Dal lunedì al venerdì: dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00 (ultimo accesso un'ora prima dell'orario di chiusura)
Sabato, domenica e festivi: dalle 10:00 alle 19:00 (ultimo accesso un'ora prima dell'orario di chiusura)

Informazioni e prenotazioni:
Reggia di Colorno tel 0521 312545
reggiadicolorno@provincia.parma.it

Informazioni: info@castellidelducato.it

Modalità di visita alla Reggia di Colorno dal 13 maggio al 19 settembre 2021
Visita guidata obbligatoria - Gruppi: Massimo 20 persone

Orari di visita guidata alla reggia dal 15 maggio (pomeriggio) al 19 settembre
da martedì a venerdì
10, 11.30, 15 e 16.30

sabato
10, 11, 15, 16 e 17

Domenica e festivi
10, 11, 12, 15, 16, 17 e 18

Orari di apertura mostra
a dal 15 maggio (pomeriggio) al 19 settembre
Da martedì a venerdì
dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18

Sabato, domenica, festivi
dalle 10 alle 19

Biglietto di ingresso (per tutta la durata della mostra):

SOLO MOSTRA € 8,00

BIGLIETTO INTEGRATO € 10,00
Mostra + visita guidata al Piano Nobile, Appartamento del Duca Ferdinando di Borbone e Cappella Ducale di San Liborio
Intero

Ridotto
Ragazzi da 7 a 18 anni, studenti universitari muniti di tesserino, over 65, possessori Passaporto dei Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli, soci FAI, soci Touring Club con 1 accompagnatore
€ 7,00 solo Mostra
€ 9,00 biglietto Integrato

Ridotto gruppi / scolaresche
(minimo 15 massimo 20 persone)
€ 6,00 solo Mostra
€ 8,00 biglietto Integrato

Omaggio
Bambini da 0 a 6 anni, giornalisti muniti di tesserino in corso di validità, portatori di handicap con un accompagnatore, 2 insegnanti ogni 15 studenti in visita d’istruzione

Possibilità di Biglietto Famiglia

La biglietteria della mostra chiude un’ora prima
I biglietti emessi non saranno rimborsati

APPROFONDIMENTI SULLA MOSTRA

Meraviglie per i collezionisti e incanto per i turisti. La Reggia di Colorno nel circuito Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli ospita capolavori delle grandi manifatture del ‘700 europeo’: sono esposte preziosissime porcellane che Luisa Elisabetta di Francia e il consorte Filippo di Borbone utilizzavano per i ricevimenti ducali e che oggi sono nelle collezioni di Palazzo del Quirinale, Gallerie degli Uffizi, Musei Reali Torino e altre importanti istituzioni. Protagonisti sono i Borbone, in particolare Elisabetta detta Babette, figlia del re di Francia, che collezionava per se stessa e suo marito questi oggetti di porcellana e per arredare la sua nuova residenza. Sarà riallestita anche la sala da pranzo di Maria Luigia, con una tavola dell’epoca perfettamente apparecchiata, con la poltrona della Duchessa e il suo ritratto, prestato dal Complesso Monumentale della Pilotta.

Dal Palazzo del Quirinale, per lo spazio di questa mostra, eccezionalmente tornano alla Reggia di Colorno le preziosissime porcellane che Luisa Elisabetta di Francia e il Consorte Filippo di Borbone qui utilizzavano per i Ricevimenti Ducali e che oggi sono a disposizione per i Ricevimenti di Stato della Presidenza della Repubblica.

“Tutto è partito – spiegano i curatori Giovanni Godi e Antonella Balestrazzi – dal progetto di valorizzazione della Reggia di Colorno nel 2015, con i primi interventi di riarredo, riportando in loco i mobili e le suppellettili che erano stati dislocati nelle sedi della Provincia di Parma. Poi il lavoro di archivio, da cui emerse tra l’altro un lunghissimo elenco di porcellane, tazze, piatti, e 15 statuine di porcellana. Da qui l’idea di riportare in Reggia questi oggetti decorativi che avevano scatenato nel ‘700 una vera mania di collezionismo. Anche Colorno aveva la sua stanza delle porcellane, allestita dal Petitot, autore del rifacimento settecentesco della Reggia.

Altre, ed altrettanto preziose, porcellane delle manifatture di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly e Doccia, sempre appartenenti a quello che era il Patrimonio Ducale, torneranno “a casa” dalle Gallerie degli Uffizi, dal Museo della Villa Medicea di Poggio di Caiano, dai Musei Reali di Torino, accompagnate da documenti e quadri concessi dall’Archivio di Stato, dai Musei della Pilotta di Parma e dalla Fondazione Cariparma
Riunite per la prima volta dopo la dispersione dei tesori d’arte delle Regge parmensi che prese il via nel 1859, quando il Ducato di Parma e Piacenza venne cancellato per essere, l’anno successivo, inglobato nel nuovo Regno d’Italia.

La grande mostra Le Porcellane dei Duchi di Parma, una occasione in più di valorizzazione della Reggia di Colorno avviata nel 2015. Furono infatti in quell’occasione riportati nella sede originaria mobili e suppellettili che erano stati dislocati nelle sedi della Provincia di Parma.

Non tutti sanno che la Reggia di Colorno custodiva, un tempo, la sua stanza delle porcellane, allestita da Ennemond Alexandre Petitot, autore del rifacimento settecentesco della Reggia. In particolare Luisa Elisabetta detta Babette, figlia del re di Francia Luigi XV, collezionava per se stessa e suo marito questi oggetti di porcellana per arredare la sua nuova residenza, come confermano le numerose lettere in mostra. Si può dire fosse letteralmente ammaliata dal fascino esotico di questo materiale compatto, lucente e leggero, capace di dare vita a oggetti dalle linee raffinate che contribuivano a identificare lo status sociale di chi li possedeva. Nei suoi frequenti viaggi a Versailles non trascurava di acquistarne a spese del padre.

In quegli anni il gusto francese dello stare a tavola era arrivato a Parma: le portate monumentali erano sostituite da tante piccole portate, ciascuna delle quali richiedeva il proprio corredo di piccole e numerose stoviglie. Ad esempio i piccoli contenitori di marron glacees di porcellana decorata e traforata, le tazze con piattino molto largo, usato per raffreddarne il contenuto, le quattro alzate per ostriche, acquistate più per moda e collezione che per l’uso. Notevole il servizio di Capodimonte, regalo di Maria Carolina alla sorella Maria Amalia, detto “servizio dell’oca” per la decorazione della zuppiera. Sarà riallestita anche la sala da pranzo di Maria Luigia, con una tavola dell’epoca perfettamente apparecchiata, con la poltrona della Duchessa e il suo ritratto, prestato dal Complesso Monumentale della Pilotta.

Un gruppo di esperti ha individuato i tesori parmensi per riportarli a casa, anche solo per il tempo dell’esposizione.
Le porcellane saranno esposte nel piano nobile della Reggia, seguendo una suddivisione per temi. Sarà un vero e proprio viaggio nella storia del gusto e della ricchezza decorativa che identificava lo status sociale di chi la possedeva. Accanto alle porcellane saranno in mostra i ritratti, lettere e documenti relativi agli acquisti della Duchessa e del Primo Ministro François Guillaume Leon Du Tillot, disegni di mobili e arredi progettati da Ennemond Alexandre Petitot, piante del palazzo ducale di Colorno, libri ed incisioni di feste e nozze dei duchi di Parma, ma anche i ricettari in uso alle cucine del settecento.

La mostra nasce dalla collaborazione tra Provincia di Parma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Antea ed è promossa da Provincia di Parma, Comune di Parma, Comune di Colorno e Complesso Monumentale della Pilotta, Archivio di Stato e Soprintendenza Archeologica belle arti e Paesaggi per Parma e Piacenza.

"Un evento che lancia un messaggio di speranza in questi tempi difficili – afferma il presidente della Provincia di Parma Diego Rossi –. Come Provincia dopo la riforma non abbiamo più competenze né risorse umane né finanziarie per cultura e turismo, ma abbiamo voluto provare ugualmente a cogliere una sfida: immaginare un evento importante sfruttando la possibilità straordinaria che offre la presenza sul territorio della Reggia di Colorno. Abbiamo portato questa progettualità all’interno di Parma Capitale della cultura 2020+21, abbiamo ottenuto finanziamenti esterni, grazie a Fondazione Cariparma, abbiamo chiesto uno sforzo in più ai nostri dipendenti, che hanno condiviso con noi un’idea politica di sviluppo del territorio. Tutti insieme stiamo facendo un grande lavoro per preparare qualcosa che rimarrà".

Il sindaco di Colorno Cristian Stocchi ha auspicato che il 2021 sia un anno di rilancio per il Parmense, che dovrà necessariamente partire da cultura e turismo: "La passione dei Duchi per le porcellane fu davvero assoluta: il piccolo Ducato acquisì il meglio della produzione di tutte le più prestigiose manifatture europee che la Duchessa personalmente cercava e commissionava, come confermano le numerose lettere in mostra. Giovanni Godi assieme ad un gruppo di esperti hanno così condotto un lavoro di archivio per realizzare e sovraintendere la mostra, individuare le sedi dove i tesori parmensi sono stati “collocati” e riportarli a casa, anche solo per il tempo della mostra".

Sorprese e curiosità in mostra: piccoli contenitori di marron glacees di porcellana decorata e traforata, le tazze con piattino molto largo, usato per raffreddarne il contenuto, le alzate per ostriche, acquistate più per moda e collezione che per l’uso. Notevole il servizio di Capodimonte, regalo di Maria Carolina alla sorella Maria Amalia, detto “servizio dell’oca” per la decorazione della zuppiera.

La mostra Adornamenti da tavola. Porcellane europee del 700 per i Duchi di Parma nasce dalla collaborazione tra Provincia di Parma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Antea ed è promossa da Provincia di Parma, Comune di Parma, Comune di Colorno e Complesso Monumentale della Pilotta, Archivio di Stato e Soprintendenza Archeologica belle arti e Paesaggi per Parma e Piacenza.

Gli oggetti esposti provengono da Palazzo del Quirinale, Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, Gallerie degli Uffizi, Museo della Villa Medicea di Poggio a Caiano, Musei Reali di Torino, Fondazione Cariparma, Archivio di Stato di Parma e collezionisti privati.

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