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Reggia di Colorno

PORCELLANE DEI DUCHI DI PARMA IN MOSTRA ALLA REGGIA DI COLORNO

Capolavori delle grandi manifatture del ‘700 europeo. Manifatture di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly e Doccia appartenenti al Patrimonio Ducale

Da sabato 13 marzo a domenica 6 giugno

Meraviglie per i collezionisti e incanto per i turisti. La Reggia di Colorno nel circuito Castelli del Ducato di Parma, Piacenza e Pontremoli ospita, dal 13 marzo al 6 giugno 2021, la mostra su ‘Le Porcellane dei Duchi di Parma. Capolavori delle grandi manifatture del ‘700 europeo’: sono esposte preziosissime porcellane che Luisa Elisabetta di Francia e il consorte Filippo di Borbone utilizzavano per i ricevimenti ducali e che oggi sono nelle collezioni di Palazzo del Quirinale, Gallerie degli Uffizi, Musei Reali Torino e altre importanti istituzioni. Protagonisti sono i Borbone, in particolare Elisabetta detta Babette, figlia del re di Francia, che collezionava per se stessa e suo marito questi oggetti di porcellana e per arredare la sua nuova residenza. Sarà riallestita anche la sala da pranzo di Maria Luigia, con una tavola dell’epoca perfettamente apparecchiata, con la poltrona della Duchessa e il suo ritratto, prestato dal Complesso Monumentale della Pilotta.

Dal Palazzo del Quirinale, per lo spazio di questa mostra, eccezionalmente tornano alla Reggia di Colorno le preziosissime porcellane che Luisa Elisabetta di Francia e il Consorte Filippo di Borbone qui utilizzavano per i Ricevimenti Ducali e che oggi sono a disposizione per i Ricevimenti di Stato della Presidenza della Repubblica.

“Tutto è partito – spiegano i curatori Giovanni Godi e Antonella Balestrazzi – dal progetto di valorizzazione della Reggia di Colorno nel 2015, con i primi interventi di riarredo, riportando in loco i mobili e le suppellettili che erano stati dislocati nelle sedi della Provincia di Parma. Poi il lavoro di archivio, da cui emerse tra l’altro un lunghissimo elenco di porcellane, tazze, piatti, e 15 statuine di porcellana. Da qui l’idea di riportare in Reggia questi oggetti decorativi che avevano scatenato nel ‘700 una vera mania di collezionismo. Anche Colorno aveva la sua stanza delle porcellane, allestita dal Petitot, autore del rifacimento settecentesco della Reggia.

Altre, ed altrettanto preziose, porcellane delle manifatture di Meissen, Sèvres, Vincennes, Chantilly e Doccia, sempre appartenenti a quello che era il Patrimonio Ducale, torneranno “a casa” dalle Gallerie degli Uffizi, dal Museo della Villa Medicea di Poggio di Caiano, dai Musei Reali di Torino, accompagnate da documenti e quadri concessi dall’Archivio di Stato, dai Musei della Pilotta di Parma e dalla Fondazione Cariparma
Riunite per la prima volta dopo la dispersione dei tesori d’arte delle Regge parmensi che prese il via nel 1859, quando il Ducato di Parma e Piacenza venne cancellato per essere, l’anno successivo, inglobato nel nuovo Regno d’Italia.

Dal 13 marzo al 6 giugno 2021 la Reggia di Colorno in Emilia Romagna ospiterà, dunque, la grande mostra Le Porcellane dei Duchi di Parma, una occasione in più di valorizzazione della Reggia di Colorno avviata nel 2015. Furono infatti in quell’occasione riportati nella sede originaria mobili e suppellettili che erano stati dislocati nelle sedi della Provincia di Parma.

Non tutti sanno che la Reggia di Colorno custodiva, un tempo, la sua stanza delle porcellane, allestita da Ennemond Alexandre Petitot, autore del rifacimento settecentesco della Reggia. In particolare Luisa Elisabetta detta Babette, figlia del re di Francia Luigi XV, collezionava per se stessa e suo marito questi oggetti di porcellana per arredare la sua nuova residenza, come confermano le numerose lettere in mostra. Si può dire fosse letteralmente ammaliata dal fascino esotico di questo materiale compatto, lucente e leggero, capace di dare vita a oggetti dalle linee raffinate che contribuivano a identificare lo status sociale di chi li possedeva. Nei suoi frequenti viaggi a Versailles non trascurava di acquistarne a spese del padre.

In quegli anni il gusto francese dello stare a tavola era arrivato a Parma: le portate monumentali erano sostituite da tante piccole portate, ciascuna delle quali richiedeva il proprio corredo di piccole e numerose stoviglie. Ad esempio i piccoli contenitori di marron glacees di porcellana decorata e traforata, le tazze con piattino molto largo, usato per raffreddarne il contenuto, le quattro alzate per ostriche, acquistate più per moda e collezione che per l’uso. Notevole il servizio di Capodimonte, regalo di Maria Carolina alla sorella Maria Amalia, detto “servizio dell’oca” per la decorazione della zuppiera. Sarà riallestita anche la sala da pranzo di Maria Luigia, con una tavola dell’epoca perfettamente apparecchiata, con la poltrona della Duchessa e il suo ritratto, prestato dal Complesso Monumentale della Pilotta.

Un gruppo di esperti ha individuato i tesori parmensi per riportarli a casa, anche solo per il tempo dell’esposizione.
Le porcellane saranno esposte nel piano nobile della Reggia, seguendo una suddivisione per temi. Sarà un vero e proprio viaggio nella storia del gusto e della ricchezza decorativa che identificava lo status sociale di chi la possedeva. Accanto alle porcellane saranno in mostra i ritratti, lettere e documenti relativi agli acquisti della Duchessa e del Primo Ministro François Guillaume Leon Du Tillot, disegni di mobili e arredi progettati da Ennemond Alexandre Petitot, piante del palazzo ducale di Colorno, libri ed incisioni di feste e nozze dei duchi di Parma, ma anche i ricettari in uso alle cucine del settecento.

La mostra nasce dalla collaborazione tra Provincia di Parma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Antea ed è promossa da Provincia di Parma, Comune di Parma, Comune di Colorno e Complesso Monumentale della Pilotta, Archivio di Stato e Soprintendenza Archeologica belle arti e Paesaggi per Parma e Piacenza.

Le Porcellane dei Duchi di Parma in mostra alla Reggia di Colorno

Le preziose opere d'arte che Luisa Elisabetta di Francia e il consorte Filippo di Borbone utilizzavano per i ricevimenti ducali sono riunite per la prima volta dopo la dispersione dei tesori d’arte delle regge parmensi.

"Un evento che lancia un messaggio di speranza in questi tempi difficili – afferma il presidente della Provincia di Parma Diego Rossi –. Come Provincia dopo la riforma non abbiamo più competenze né risorse umane né finanziarie per cultura e turismo, ma abbiamo voluto provare ugualmente a cogliere una sfida: immaginare un evento importante sfruttando la possibilità straordinaria che offre la presenza sul territorio della Reggia di Colorno. Abbiamo portato questa progettualità all’interno di Parma Capitale della cultura 2020+21, abbiamo ottenuto finanziamenti esterni, grazie a Fondazione Cariparma, abbiamo chiesto uno sforzo in più ai nostri dipendenti, che hanno condiviso con noi un’idea politica di sviluppo del territorio. Tutti insieme stiamo facendo un grande lavoro per preparare qualcosa che rimarrà".

Il sindaco di Colorno Cristian Stocchi ha auspicato che il 2021 sia un anno di rilancio per il Parmense, che dovrà necessariamente partire da cultura e turismo: "La passione dei Duchi per le porcellane fu davvero assoluta: il piccolo Ducato acquisì il meglio della produzione di tutte le più prestigiose manifatture europee che la Duchessa personalmente cercava e commissionava, come confermano le numerose lettere in mostra. Giovanni Godi assieme ad un gruppo di esperti hanno così condotto un lavoro di archivio per realizzare e sovraintendere la mostra, individuare le sedi dove i tesori parmensi sono stati “collocati” e riportarli a casa, anche solo per il tempo della mostra".

Sorprese e curiosità in mostra: piccoli contenitori di marron glacees di porcellana decorata e traforata, le tazze con piattino molto largo, usato per raffreddarne il contenuto, le alzate per ostriche, acquistate più per moda e collezione che per l’uso. Notevole il servizio di Capodimonte, regalo di Maria Carolina alla sorella Maria Amalia, detto “servizio dell’oca” per la decorazione della zuppiera.

La mostra Adornamenti da tavola. Porcellane europee del 700 per i Duchi di Parma nasce dalla collaborazione tra Provincia di Parma, Gallerie degli Uffizi di Firenze e Antea ed è promossa da Provincia di Parma, Comune di Parma, Comune di Colorno e Complesso Monumentale della Pilotta, Archivio di Stato e Soprintendenza Archeologica belle arti e Paesaggi per Parma e Piacenza.

Gli oggetti esposti provengono da Palazzo del Quirinale, Complesso Monumentale della Pilotta di Parma, Gallerie degli Uffizi, Museo della Villa Medicea di Poggio a Caiano, Musei Reali di Torino, Fondazione Cariparma, Archivio di Stato di Parma e collezionisti privati.

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Per informazioni:Reggia di Colorno
Tel. 0521312545
E-mail:reggiadicolorno@provincia.parma.it

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