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IL GUERCINO RITROVATO?

Curiosità e mistero attorno all'opera Giuseppe venduto dai fratelli, in mostra fino a fine giugno al Castello di Rivalta.

Il Conte Orazio Zanardi Landi di Veano
"Attribuzione da cercare nei documenti storici e guardando lo stile: l'interessante dibattito è aperto”.


Giuseppe venduto dai fratelli: questo il titolo dell’opera esposta al Castello di Rivalta, in provincia di Piacenza – nel circuito dei Castelli del Ducato – attorno al quale si sta generando interesse e curiosità. Perché?

Lo spiega il proprietario del maniero e della tela, il Conte Orazio Zanardi Landi che ha inserito all'interno del percorso di visita nella nobile dimora storica il quadro, proprio in omaggio alla mostra "Guercino a Piacenza tra sacro e profano” in corso a Palazzo Farnese – Cittadella Viscontea nella città di Piacenza: "Ho scelto di proporre l'opera ai visitatori, perchè potrebbe trattarsi di una tela dipinta dal Guercino: o meglio, in base ad alcuni importanti documenti storici, il quadro nelle carte è attribuito al Guercino, ma alcuni professori lo indicano di mano di Pier Leone Ghezzi. Ma siamo certi? Facciamo quattro passi indietro. Siamo nel 1719: il Conte Bartolomeo Zanardi Landi, in una supplica al Duca di Parma e Piacenza, elenca i propri beni e, nella descrizione della sua Quadreria, cita proprio il possesso di un Guercino individuandolo in "Giuseppe venduto dai suoi fratelli”, oltre a tre sculture del Mochi, un quadro del Nuvolose, opere di Felice Boselli e altre tele preziose. Si tratta dunque di una deduzione direttamente tratta dalle parole scritte dal proprietario dell'epoca del Castello, un mio antenato. Nel 1738 ritroviamo l'opera nell'elenco della collezione del Conte, nella Galleria del Castello, con stime di valutazione economica. Ecco perchè ho ritenuto interessante esporla: personalmente mi attengo ai documenti, trovo che le atmosfere che caratterizzano il quadro siano guercinesche, ma lascio spazio ai critici d'arte per riflessioni e attribuzioni. Di Guercino o di scuola guercinesca, si tratta di un quadro che apprezzo e che gli ospiti guardano con interesse. Viene raffigurato l’episodio biblico che vede Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto agli Ismaeliti da i suoi stessi fratelli”.


Mentre Guercino affrescava la Cattedrale di Piacenza, cosa accadeva nella vicina Rivalta di Gazzola? "Si lavorava per migliorare e abbellire il castello – continua il Conte Orazio Zanardi Landi, presidente del Circuito Castelli del Ducato - Già nel corso del Seicento al Castello di Rivalta vengono rifatte le scuderie e vengono ampliati alcuni saloni, ma soprattutto vengono costruite le elegantissime volte delle camere da letto, in sostituzione dei vecchi soffitti a cassettoni quattrocenteschi. Il castello si rinnova per abbandonare il suo aspetto medievale ed entrare pienamente nell’età moderna, dai gusti più raffinati e preziosi. Questa smania di cambiamento e miglioramento continua a Rivalta anche nel corso del Settecento, quando vengono creati nuovi salotti e viene rifatta la facciata adeguandola al più moderno gusto neoclassico.

Le migliorie non sono solo architettoniche, nel corso del Seicento vengono prodotte molte opere d’arte che impreziosiscono il castello. Fra le più importanti vogliamo menzionare il Cristo nudo dello scultore toscano Francesco Mochi. Il Mochi, formatosi in ambiente manierista, ma considerato uno dei primi maestri del Barocco, fu a Piacenza fra il 1612 e il 1629 per lavorare alle statue equestri di Piazza Cavalli. Pensiamo che in questo periodo abbia realizzato anche il Cristo nudo, pezzo centrale della sala dei paramenti sacri nell’area museale del nostro castello.

Altre opere degne di menzione sono le due grandi tele di Carlo Francesco Nuvolone, che potrete ammirare nel salone d’onore. Il Nuvolone si formò presso la scuola di pittura dell’Accademia Ambrosiana di Milano, nella prima metà del Seicento, e in queste due tele dal tema mitologico mostra tutta la sua maestria nella resa teatrale e concitata dei movimenti, tipica della pittura borromaica di inizio Seicento.

Un’altra tela seicentesca che si trova al castello è quella di Francesco Monti, detto il Brescianino delle battaglie. È stato possibile attribuire con certezza il dipinto al Monti grazie ad un illogico punto luce, caratteristica tipica dell’artista, che illumina alcuni cavalieri in primo piano. L’opera rappresenta lo sbarco degli Scotti a Cipro, in soccorso dei veneziani che qui avevano una importante base commerciale minacciata dagli ottomani. La famiglia Scotti Douglas si è estinta con la mia bisnonna: per questo motivo molti oggetti di questo ramo della famiglia, fra cui le tre inestimabili bandiere della battaglia di Lepanto, sono ora nel Castello di Rivalta.


Il Castello di Rivalta è di proprietà dei Conti Zanardi Landi di Veano, un ramo della famiglia Landi che risiede a Rivalta sin dal 1200. La stessa famiglia che ha apportato le modifiche architettoniche secentesche e che ha commissionato, ereditato ed acquistato le notevoli opere d’arte appena menzionate, così come tantissime altre, continua ancora oggi a prendersi cura del castello e della sua incredibile eredità storica.


Per informazioni e prenotazioni

Castelli del Ducato di Parma e Piacenza – Club di Prodotto

Tel. 0521.823221; 0521.823220 – fax 0521.822561

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e-mail:info@castellidelducato.it


Ufficio Stampa Castelli del Ducato di Parma e Piacenza

Dott.ssa Francesca Maffini
segreteria@castellidelducato.it

@fmfeye


Il presente testo è autorizzato dal Conte Orazio Zanardi Landi per il Castello di Rivalta e Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

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Castello di Rivalta

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