PALAZZO BARATTIERI

Località

San Pietro in Cerro (PC)

Descrizione

Fatto costruire nel 1495 da Bartolomeo Barattieri, rimaneggiato nel XVII e nel XIX sec. da Vittorio Barattieri. Il palazzo presenta una pianta ad U con l’interno suddiviso in ampi saloni; la facciata è semplice e presenta lo stemma nobiliare. appartenuto ai nobili Barattieri fino al XX sec. ora è di proprietà comunale e destinato ad attività culturali e ricreative. Attornia il palazzo un meraviglioso e grande parco, difeso da una continua cortina muraria, prima suddiviso in giardino all’italiana, area ortiva e peschiera ed ora disposto a viali alberati di tigli e platani che a raggiera convergono verso il cortile del palazzo; nelle aree intercluse dai viali sono presenti alcune sparse essenze arboree di ”cerri” ed alcuni esemplari di secolari ippocastani.
(www.postiamo.altervista.org)

IL FEUDO

La famiglia Barattieri acquisisce il titolo nobiliare di Conte il 9 novembre 1466 quando viene investita del feudo di San
Pietro in Cerro da Bianca Maria Visconti, vedova del Duca Francesco Sforza.?Il 4 novembre 1466, Bianca Maria Visconti, vedova di Francesco Sforza, e il figlio Galeazzo Maria, vendettero a Francesco Barattieri, figlio del giureconsulto Bartolomeo, le entrate dei dazi che si riscuotevano nel territorio di San Pietro in Cerro.Fu così investito del feudo di San Pietro e dei suoi adiacenti.

Il feudo di San Pietro in Cerro e anche l’odierno comune, portano nello stemma cittadino parte del blasone dei Barattieri, in particolare le due bande orizzontali azzurre con incastonati i tre dadi (simbolo della Famiglia).
I titoli:Nel 1546 furono riconosciuti Patrizi Piacentini dal duca Pier Luigi Farnese. Nel 1674 alcuni membri della famiglia avevano ricevuto il titolo comitale "da Ferdinando Maria duca di Baviera e del Palatinato Superiore ed Elettore del Sagro Romano Imperio”. Il 28 ottobre 1678, Ercole e Paolo Emilio Barattieri ottennero dal duca Ranuccio Farnese la dignità comitale per sé e per i proprio discendenti maschi legittimi e naturali.
Lo stemma dei Barattieri trae origine dai motivi della nascita stessa della Famiglia.?All’interno dello stemma campeggiano tre dadi; essi ricordano il fatto che Nicolò Barattieri, avendo eretto le due colonne in piazza San Marco, ottenne dal Doge di Venezia Sebastiano Ziani di poter tenere banco dei giochi d’azzardo (all’epoca effettuati principalmente con dadi) ai piedi delle stesse. Col passare degli anni lo stemma di alcuni rami della famiglia si è discostato da quello originale.

Al posto dei tre dadi sono stati sostituiti tre triangoli; il motivo di questo cambiamento è da ricercarsi nella volontà di "rinnegare” le origini poco nobili del famiglia (il gioco d’azzardo) e rivestirle con un’aura di "sacralità” (i tre triangoli richiamano la Trinità).
Arma:Scudo sannitico, fasciato di quattro pezzi, nel due caricato di due dadi (faccia quattro e cinque), nel quattro caricato di un dado (faccia sei), entrambe le fasce di colore azzurro e le restanti, compresi i dadi, d’argento. Il capo, d’argento, caricato di una bandiera rossa alla croce d’argento fluttuante a sinistra, attaccata ad un’asta d’oro posta in banda.
Elmo: a cancelli di tre quarti, a destra con medaglia
Svolazzi e bercine: sempre d’azzurro e d’argento
Corona: tra lo scudo e l’elmo, tollerata di Conte. Sopra l’elmo, tollerata di Conte.
Cimiero: Orsa, a destra, con lingua di fuori, tenente la bandiera.
Il motto: Sotto lo scudo: Deus et Gladium, su lista bifida e svolazzante azzurra. Il testo in lettere romane minuscole.
Curiosità:Esiste a tutt’oggi un Gruppo Giochi Medievali chiamato "I Barattieri”, che si dedica alla ricostruzione storica dei giochi un tempo tenuti dai cosiddetti "barattieri”, coloro cioè che esercitavano la baratteria.
Anche se può sembrare ovvio che il Sommo Poeta abbia messo i barattieri, cioè coloro che tenevano banco dei giochi d’azzardo, nel suo Inferno nella Divina Commedia, così non è, in quanto i Barattieri Danteschi sono coloro che si macchiarono di corruzione nei loro pubblici uffici (cfr. baratteria).

L’Orsa presente nello stemma della Famiglia è un omaggio alla Santa protettrice della Famiglia, Sant’Orsola, le cui reliquie giacciono in un sarcofago nella chiesa di San Pietro in Cerro, per volere della Famiglia stessa.
(www.turismopiacenza.it)

Comune di San Pietro in Cerro (PC)
Nella bassa Val d'Arda, a poco più di un chilometro dalla sponda sinistra del torrente, si trova San Pietro in Cerro. E’ un "paese-giardino”, attraversato com’è da piante e aree agricole che si introducono con garbo entro lo stesso centro abitato. Su un'antica via di pellegrinaggio romeo che collegava la via Postumia con la via Francigena, nei pressi di un maestoso cerro sorse qui, nel 969, una pieve battesimale dedicata al primo degli apostoli, attorno alla quale il paese gravitò per tutto il Medioevo. Il fatto spiega le origini del toponimo. Divenuta in seguito un avamposto militare dello Stato Pallavicino, la località passò sotto il dominio di diverse e potenti famiglie: feudo nel 1466 della nobile famiglia dei Conti Barattieri, di cui conserva tuttora il castello e il palazzo seicentesco, fu in precedenza dei Malaspina e dei Landi. Nel 1552 sorse la chiesa parrocchiale, ad una navata, con cappella in stile romanico e abside di foggia romanico-gotica, in cui la vetrata centrale raffigura San Pietro e gli apostoli; la facciata è barocca, con frontoni spezzati e rosoni. A pochi chilometri di distanza dall’antico borgo si trovano le terre verdiane, tra cui Sant’Agata di Villanova, residenza di Giuseppe Verdi nella sua maturità.
(Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. Sei itinerari tra arte storia ed engastronomia - Testi Alessandra Mordacci)

Immagine: www.archiportale.com

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Contatti

Tel. 0523.836479
comune@comune.sanpietroincerro.pc.it
www.comune.sanpietroincerro.pc.it

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