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Apertura Sale Alpine “Cap. P. Cella” e Museo della Fauna e del Bracconaggio.
Il Comune di Bardi in collaborazione con Regione Emilia Romagna, Provincia di Parma, Associazione Nazionale Alpini Parma - Gruppo di Bardi, Corpo Forestale dello Stato – Comando Provinciale di Parma presenta sabato 18 agosto 2012 alle 16 nel Salone dei Principi della Fortezza di Bardi i “Restauri del Castello” con l’inaugurazione ufficiale delle Sale Alpine “Cap. P. Cella” e l’ inaugurazione del Museo della Fauna e del Bracconaggio. Il programma – come comunicato dall’amministrazione comunale ad Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza – prevede: Il saluto delle autorità, la presentazione da parte dei responsabili dei lavori svolti e dell'allestimento dei nuovi musei, la visita libera al castello alle 16 esibendo il foglio di invito rivolto o alla popolazione o agli invitati. Nel caso dei turisti farà fede esibire questo stampato con visibile il link di download/stampa cartacea dai portali web www.castellidelducato.it e www.castellodibardi.it.
Chi era il capitano PIETRO CELLA?
dalla scheda di Wikipedia:
(Bardi, 9 aprile 1851 – Adua, 1 marzo 1896) è stato un militare italiano, prima medaglia d'oro al valor militare del corpo degli alpini. Nato a Bardi in provincia di Parma, si forma nei collegi militari di Colorno e Racconigi, si arruola come soldato semplice nel Regio Esercito Italiano, presta servizio a Piacenza e Palermo, viene ammesso alla Accademia Militare di Modena il 30 luglio 1877 dopo due anni ne esce come sottotenente di fanteria e assegnato al 37º Reggimento. Chiede di essere trasferito nel corpo degli Alpini, nel 6º Reggimento alpini, nel 1885 assegnato al 10º battaglione del 4º reggimento Alpini. Promosso capitano l'8 aprile 1888. Nel 1895 parte volontario nel 1º Battaglione Alpini d'Africa, al seguito del Corpo di Spedizione Italiano in Eritrea. Giunto a Massaua a bordo del piroscafo Gottardo viene inviato sull'altipiano dell'Adigrat. Il 1 marzo 1896 durante la battaglia di Adua è al comando della 4ª compagnia e occupa l'Amba Rajo, dove resiste fino al sacrificio della vita assieme ai suoi uomini, permettendo in questo modo al generale Oreste Baratieri di ripiegare e salvare la vita. Medaglia d'oro al valor militare. Data del conferimento: marzo 1898 Regio Decreto «Comandante delle compagnie alpine 3a e 4a distaccate sulla sinistra dell’occupazione di Monte Raio, le tenne salde in posizione contro soverchianti forze avversarie finché furono pressoché distrutte, e combattendo valorosamente lasciò la vita sul campo prima di cedere di fronte all’irrompente nemico».
Cosa potete visitare nelle SALE ALPINE? In 5 sale dei Principi della fortezza sono state allestite delle "Sale Alpine" dedicate al bardigiano capitano Pietro Cella 1ª Medaglia d'oro del Corpo (Adua 1896). Le 5 stanze contengono circa 30 divise ed altro materiale del corpo alpini dalla fondazione nel 1872 alla II Guerra Mondiale. Una sala è dedicata proprio al capitano Pietro Cella con la presenza della sua spada ed una breve biografia con pannelli storici e altro materiale iconografico. L'esposizione è stata curata dal collezionista dr. Carlo Riccardi (proprietario del materiale) e dal Comune di Bardi che ha allestito la sala dedicata al concittadino Cella.
Cosa potete visitare nel MUSEO DELLA FAUNA E DEL BRACCONAGGIO? “Il museo – come si legge in un vademecum redatto dal Comune di Bardi - nasce da un’interessante raccolta di materiale teso a illustrare il tema del bracconaggio e del trappolaggio. Il nucleo storico della raccolta costituiva il Museo delle trappole e del bracconaggio, ideato e realizzato nel 1994 da Giovanni Todaro. L'Amministrazione Comunale di Bardi è entrata in possesso della collezione nel 2005. Nel 2007 ha deciso, utilizzando fondi RER e con la consulenza scientifica del Professor Vittorio Parisi, la riqualificazione del museo con lo scopo di salvaguardare e valorizzare la collezione, mettendone in luce anche l’aspetto didattico”. “Il Museo viene quindi riconvertito in Museo della Fauna e del Bracconaggio, volto soprattutto ad illustrare alcuni elementi faunistici autoctoni ed il tema della protezione della fauna”. Il museo si suddivide su quattro sale con percorso lineare. “Nella prima sala si introduce il tema del bracconaggio nella legislazione, nella storia e le tecniche più comuni e subdole utilizzate in alcune pratiche illegali come l'uccellagione, i lacci, i bocconi avvelenati. “Nella seconda sala troviamo la sezione dedicata alla C.I.T.E.S, ossia la Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora, che regola il commercio e la detenzione di specie rare o in pericolo di estinzione, interessantissimi gli avori custoditi nella vetrina bifronte, come anche le zanne intere di elefante, i carapaci di tartaruga, le conchiglie ed i pellami esposti. Si ricorda che questi reperti sono provenienti dai sequestri del Corpo Forestale dello Stato e qui esposti a fini didattici. La tematica della terza sala e della quarta sala è la fauna locale, con rappresentati i diversi metodi di trappolaggio illegale di cui è bersaglio. I tre grandi diorami in vetro, con gli animali in ostensione, ci permettono di vivere all'interno del bosco, conoscere da vicino le specie che lo popolano ed anche di vedere le insidiose trappole di cui spesso sono vittime. Sono presenti nella terza sala alcune teche in vetro con uccelli e mammiferi in ostensione tra cui un tasso, un cucciolo di volpe, una puzzola, alcuni rapaci notturni e diurni ed anche un'aquila che preda una lepre comune”.
LOCALITA':
Bardi
PERIODO:
sabato 18 agosto alle 16
CASTELLO:
FORTEZZA DI BARDI
TELEFONO:
334.5746926
- 0521.821139
- 333.2362839
EMAIL:
fortezzadibardi@libero.it
WEB SITE:
www.castellodibardi.it
- www.comune.bardi.pr.it
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