Nel cuore di Parma sorge un vero e proprio gioiello del Rinascimento: la Basilica Magistrale di Santa Maria della Steccata. L’edificio, proprietà dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, ospita al suo interno il ciclo di affreschi del Parmigianino rappresentante la parabola delle Vergini Savie e delle Vergini Folli: dopo la stipula del contratto nel 1531 che prevedeva la realizzazione sia del catino absidale che del sottarco del presbiterio, i lavori si protrassero fino al 1539, quando l’artista fu imprigionato per inadempienza al contratto e la pittura dell’abside fu quindi affidata a Giulio Romano che fornì i disegni del progetto decorativo posto poi in opera da Michelangelo Anselmi.
Il Parmigianino diede comunque vita ad un capolavoro assoluto: le Vergini Sagge e le Vergini Stolte sono affrescate in modo così prezioso nella loro intensa nitidezza cromatica, da sembrare gemme incastonate tra i meravigliosi rosoni di rame dorato ideati dall’artista stesso, la cui lucentezza contrasta con la potente immobilità delle figure-statue a monocromo che paiono volersi svincolare dalla nicchia in cui Parmigianino le aveva dipinte.
La ricchezza artistica e storica dell’Ordine Costantiniano ha permesso la creazione di un singolare percorso museale costituito dal Sepolcreto dei Duchi Borbone e Farnese, realizzato per volere di Maria Luigia nel 1823; la Sagrestia Nobile, capolavoro seicentesco di ebanisteria in cui sono conservati preziosissimi argenti e paramenti sacri eccezionalmente ricamati, la quadreria ricca di dipinti tra il XVI - XVIII sec. e una sala dedicata ad oggetti e ricordi appartenuti alle famiglie Borbone e Farnese con diverse rarità: dai bozzetti per le divise dei Cavalieri Costantiniani, alla camicia di Luigi XVI indossata al patibolo e in più stemmari, acquerelli, decorazioni e memorie storiche.